9 maggio 2011

Scontri cristiani-musulmani, l'Egitto promette "pugno di ferro"


Per difendere la sicurezza. Sono almeno 12 i morti degli scontri della scorsa notte attorno a una chiesa copta


Il Cairo, 8 mag.(TMNews) - Il governo egiziano si è detto pronto ad usare "il pugno di ferro" per difendere la sicurezza nazionale e a prendere misure drastiche contro gli attacchi ai luoghi di culto all'indomani dei sanguinosi scontri fra musulmani e cristiani al Cairo.

Le autorità "colpiranno con il pugno di ferro tutti coloro che mettono a repentaglio la sicurezza della nazione", ha dichiarato il ministro della Giustizia, Abdel Aziz al Gindi, al termine di una riunione sulle violenze costate 12 morti, secondo l'ultimo bilancio annunciato dalla televisione.

Il governo "applicherà da subito e con fermezza le leggi contro gli attacchi ai luoghi di culto e alla libertà religiosa", ha spiegato il ministro, aggiungendo che le leggi antiterrorismo saranno utilizzate contro i colpevoli di questi reati.

Gli scontri di ieri fra cristiani e musulmani sono scoppiati nella notte in un quartiere del Cairo. L'esercito in mattinata ha reso noto che 190 persone, accusate di attivo coinvolgimento nelle violenze, saranno deferite davanti a un tribunale militare.

I disordini più gravi sono avvenuti nei pressi di una chiesa copta nel quartiere di Imbaba, attaccata da un gruppo di musulmani: secondo alcune testimonianze gli aggressori credevano che una donna che voleva convertirsi all'Islam fosse tenuta prigioniera nell'edificio.

Fonte: www.tmnews.it

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