9 maggio 2011

Napolitano difende i giudici


Roma, 08-05-2011

E' impossibile non vedere un collegamento, se non un nesso diretto, tra i quotidiani attacchi del premier Silvio Berlusconi ai pm "cancro da estirpare" e le pubbliche lodi del Capo dello Stato ai magistrati. E' accaduto anche oggi: poco prima che Berlusconi tornasse ad attaccare i pm nel suo comizio di Olbia, Napolitano aveva elogiato la "funzione essenziale" dei magistrati : amministrare la giustizia "secondo legge e secondo Costituzione, sempre, contro ogni minaccia e ogni prevaricazione".

Domani, poi, le porte del Quirinale si apriranno per rendere solenne omaggio a quegli uomini di legge e servitori delle istituzioni - magistrati, avvocati, docenti di diritto - che con un insieme di "fermezza, coraggio, quotidiana serenita' e umanita"' vinsero la battaglia contro il terrorismo e le mafie. "E' necessario tenere sempre alta la guardia sia contro il riattizzarsi di focolai di fanatismo politico e ideologico sia contro l'aggressione mafiosa", e' il monito di Napolitano.

Il capo dello Stato pronuncia un "no alla violenza e alla rottura della legalita' in qualsiasi forma" spiegando che si tratta di "un imperativo da non trascurare in nessun momento, in funzione della lotta che oggi si combatte, anche con importanti successi, soprattutto contro la criminalita' organizzata, ma piu' in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell'Italia". Umberto Bossi coglie l'occasione per marcare ancora una volta le distanze da Berlusconi: "Pm cancro? Io non penso quella roba li'. Ogni tanto c'e' qualcuno che rompe le scatole, pero' non sono tutti uguali". Perfetta invece la sintonia del senatur con l'inquilino del Colle: "Se non difendi la legalita' poi ti impantani".

Chiamato di nuovo in causa da Silvio Berlusconi come l'artefice di un "patto" con la magistratura per bloccare la riforma della giustizia, il Presidente della Camera Gianfranco Fini aggiunge intanto un nuovo capitolo all'eterno duello a distanza con il premier, schierandosi anche lui con il Quirinale. "Non posso pensare che il Presidente del Consiglio si scagli contro i magistrati delegittimando tutto il corpo della magistratura - affonda il leader Fli - Chi riveste cariche istituzionali, per ragioni note, non si rende conto dell'errore che commette quando delegittima la magistratura, l'istituzione non puo' essere considerata un nemico".

Il premier impari "la straordinaria lezione di civilta' democratica" di Napolitano, invoca dall'opposizione l'IDV, mentre Fli mette sotto accusa il Cavaliere per le sue "parole vergognose che le mafie avranno accolto con entusiasmo". Ma Berlusconi non ci sta a farsi mettere dietro la lavagna. A chi si aspetta che rettifichi l'attacco pesante contro i giudici "cancro da estirpare", con una toppa che peggiora il buco spiega: "Ieri parlavo dei pm milanesi, non dei giudici. Anzi, ho detto che le accuse che mi vengono rivolte dai pm non hanno poi trovato rispondenza nelle decisioni dei giudici".

E comunque il Cavaliere insiste nel dipingersi come vittima di una magistratura ostile, che fa "un uso terrificante del diritto contro colui che la sinistra considera il suo nemico politico". "E' in atto una guerra civile", va ripetendo ormai da tempo il premier, che si descrive come "l'uomo piu' processato del mondo, anzi dell'universo", colui che domani dovra' sottostare all'ennesima pantomima e subire una nuova "umiliazione" per un fatto di cui non ha conoscenza.

Intanto Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia, ad auspicare che "torni ad essere fisiologico il rapporto tra politica e magistratura", mentre Jole Santelli, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, giudica "impensabile che Fini finga di non comprendere che il dramma e' che sono alcuni magistrati a scagliarsi contro il premier".
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