(cambia titolo, aggiorna con centrale di Chubo)
TOKYO, 9 maggio (Reuters) - Il terzo operatore nucleare giapponese ha acconsentito oggi a chiudere una delle sue centrali, finché non saranno potenziate le difese contro gli tsunami di potenza pari a quello di marzo che ha innescato la peggiore crisi atomica in 25 anni.
Chubu Electric Power (9502.T: Quotazione) ha detto che di avere accettato la richiesta del primo ministro Naoto Kan di chiudere la centrale di Mamaoka, circa 200 chilometri a sudovest di Tokyo.
La decisione segnale un potenziale mutamento nella politica energetica, dopo che l'impianto di Fukushima Daichi nel nordest del Giappone è stato quasi distrutto da uno dei più gravi terremoti mai registrati in Giappone l'11 marzo scorso.
La società ha detto che rimetterà in attività la centrale dopo che il suo muro anti-tsunami e altre misure di sicurezza saranno approvate dalle autorità.
Ma per questo ci potrebbero volere due anni, il che espone il Paese al rischio di carenza di elettricità, dopo che l'impianto di Fukushima è stato chiuso a causa dello tsunami.
Aumentando la preoccupazione dell'opinione pubblica per un'industria che fornisce circa il 30% dell'elettricità al Giappone, un altro operatore, Japan Atomic Power, ha detto oggi che un gas contenente una minuscola quantità di radiazioni è fuoriuscito ieri dalla sua centrale nucleare di Tsuruga nel Giappone occidentale. Ha aggiunto che non c'è alcuna ripercussione per l'ambiente.
Il reattore n.2 da 1.160 megawatt è stato chiuso sabato per un'ispezione non programmata, dopo che la società ha riscontrato un problema tecnico la scorsa settimana.
Japan Atomic ha detto di avere fermato la perdita e di stare indagando sulle cause.
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