Sono complessivamente 528, secondo i dati forniti dalla Capitaneria di Porto, i naufraghi salvati nel porto di Lampedusa dopo che il loro barcone si è incagliato sugli scogli. Tra di loro anche moltissime donne, 24 delle quali incinte, e bambini. Tre donne in avanzato stato di gravidanza sono state trasferite in eliambulanza dal poliambulatorio all'ospedale Cervello di Palermo insieme ad alcuni migranti rimasti feriti durante le operazioni di soccorso.
E' stata una catena umana formata da uomini delle forze dell'ordine, volontari delle associazioni umanitarie, perfino giornalisti a salvare i migranti, tra i quali numerose donne e bambini, da un naufragio che poteva assumere i contorni della tragedia. Il barcone sul quale viaggiavano si è infatti incagliato sugli scogli all'interno del porto, a una decina di metri dalla riva rischiando di capovolgersi a causa delle onde. A questo punto i migranti che erano a bordo si sono lanciati in mare per la paura, cominciando ad annaspare anche perché quasi nessuno sapeva nuotare. Immediatamente sono scattati i soccorsi: una squadra di sommozzatori della Guardia Costiera è subito intervenuta con i salvagente, cominciando a recuperare i naufraghi che venivano poi passati alle persone che si trovavano sulla scogliera. Un'operazione che è andata avanti per circa un'ora e mezza, fino a quando tutti gli immigrati non hanno raggiunto la riva. "E' stata una bella operazione di squadra - ha commentato il comandante della capitaneria di porto di Lampedusa, Antonio Morana -. Ai soccorsi hanno partecipato militari della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia, volontari delle associazioni umanitarie, semplici cittadini e perfino alcuni giornalisti. Grazie all'apporto di tutti è stata evitata una tragedia".
E' stata una catena umana formata da uomini delle forze dell'ordine, volontari delle associazioni umanitarie, perfino giornalisti a salvare i migranti, tra i quali numerose donne e bambini, da un naufragio che poteva assumere i contorni della tragedia. Il barcone sul quale viaggiavano si è infatti incagliato sugli scogli all'interno del porto, a una decina di metri dalla riva rischiando di capovolgersi a causa delle onde. A questo punto i migranti che erano a bordo si sono lanciati in mare per la paura, cominciando ad annaspare anche perché quasi nessuno sapeva nuotare. Immediatamente sono scattati i soccorsi: una squadra di sommozzatori della Guardia Costiera è subito intervenuta con i salvagente, cominciando a recuperare i naufraghi che venivano poi passati alle persone che si trovavano sulla scogliera. Un'operazione che è andata avanti per circa un'ora e mezza, fino a quando tutti gli immigrati non hanno raggiunto la riva. "E' stata una bella operazione di squadra - ha commentato il comandante della capitaneria di porto di Lampedusa, Antonio Morana -. Ai soccorsi hanno partecipato militari della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia, volontari delle associazioni umanitarie, semplici cittadini e perfino alcuni giornalisti. Grazie all'apporto di tutti è stata evitata una tragedia".
Rotto il timone - Il barcone che alle 4.10 si è infranto sugli scogli appena davanti al porto di Lampedusa proveniva dalla Libia, secondo quanto riferiscono dalla Guardia di Finanza. "Sono in corso le ricerche di eventuali dispersi - aggiungono le Fiamme gialle - ma sembra che non ci siano vittime". Sulla barca erano riusciti a salire anche tre finanzieri: "Stavano dirigendo verso l'imboccatura del porto quando il timone si è improvvisamente rotto impedendogli di virare verso sinistra". Il barcone si è così incagliato e "solo grazie alla perizia dei finanzieri che hanno mantenuto la marcia ingranata la barca non è stata ripetutamene sbattuta sugli scogli". Tutti i soccorritori si sono buttati in mare: finanzieri, uomini della capitaneria, carabinieri, poliziotti, volontari. Tra i migranti molte donne, anche incinte, e bambini.
Arrivato altro barcone con 800 migranti - Poco prima che il barcone con oltre 500 migranti si incagliasse in prossimità del porto, a Lampedusa era arrivata l'altra imbarcazione che era stata segnalata sabato pomeriggio: 800 i migranti a bordo, tra cui 138 donne e 12 bambini.
Sbarco in Calabria, trovati 20 pachistani - Venti immigrati che dicono di essere pachistani, sono sbarcati questa mattina a Bianco, sulla costa ionica Reggina. Gli immigrati sono stati notati da alcuni passanti che hanno avvertito polizia e carabinieri che li hanno rintracciati. Agli investigatori, i migranti hanno raccontato che con loro c'erano anche alcuni minorenni che si sono allontanati da soli. I ragazzi vengono adesso cercati da polizia e carabinieri. I migranti stanno tutti bene e sono stati rifocillati. Secondo il loro racconto, sono sbarcati da un gommone di colore grigio che poi ha ripreso il largo. Del fatto è stata avvertita la Capitaneria di porto di Reggio Calabria e la guardia di finanza che hanno avviato le ricerche in mare. Con quello di oggi, salgono a 17 gli sbarchi avvenuti sulle coste della Calabria dall'inizio dell'anno.
Barcone naufraga davanti alla Libia, oltre 600 a bordo, decine morti - Sabato un barcone con oltre 600 migranti è naufragato all'alba di ieri mattina davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli. Nell'incidente sarebbero morti decine e decine di migranti; altri si sarebbero salvati raggiungendo a nuoto la riva. L'imbarcazione sarebbe infatti colata a picco subito dopo la partenza, a poche decine di metri dalla spiaggia, perché sovraccarica. Secondo le testimonianze raccolte dal giornalista somalo Aden Sabrie, che collabora con la Bbc, sarebbero stati recuperati 16 cadaveri di suoi connazionali, tra cui alcune donne e tre neonati, mentre altri 32 risultano ancora dispersi. Ma il numero complessivo delle vittime, provenienti anche da altri paesi dell'area sub sahariana, sarebbe di gran lunga superiore. La notizia del naufragio è stata confermata al giornalista della Bbc anche dall'ambasciatore somalo in Libia, Mohamed Abdiqani. Secondo una prima ricostruzione, attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti, il barcone con oltre 600 migranti sarebbe partito un'ora dopo un'altra "carretta" che aveva un numero analogo di persone a bordo. Quasi certamente si tratta dell'imbarcazione con 655 profughi approdata in nottata a Lampedusa dopo essere stata soccorsa a circa venti miglia dall'isola dalle motovedette della Guardia Costiera. La notizia si è subito diffusa nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, provocando commozione e sgomento. Una donna somala giunta sabato sta piangendo dopo avere appreso telefonicamente da alcuni parenti che il figlio, partito con il secondo barcone, sarebbe tra le vittime.
8 profughi nordafricani respinti dall'Austria - Anche l'Austria, dopo la Francia, ha dato il via ai primi respingimenti di profughi nordafricani provenienti dall'Italia. Otto profughi, tutti provenienti da Lampedusa e muniti di permesso di soggiorno temporaneo e titolo di viaggio, sono stati, infatti, respinti dalle autorità austriache al confine del Brennero, negli ultimi tre giorni, e riammessi in Italia. I provvedimenti di respingimento, adottati in tre occasioni distinte, sono stati motivati, secondo quanto riferisce il Corriere dell'Alto Adige, con l'assenza dei requisiti economici adeguati alla permanenza in Austria.
08 maggio 2011
Redazione Tiscali
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