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2 giugno 2011

Beppe Grillo dal 1993 a oggi: ecco perchè possiamo fidarci

Era il 1993. Beppe Grillo torna in video dopo 5 anni di esilio. Seconda serata, Rai Uno in diretta dal teatro delle Vittorie "in" Roma. Lo spettacolo è presente su You Tube, non ha molte visite, ed è un peccato perchè la visione di quello spettacolo - che riportiamo qui in basso - aiuterebbe molto a capire la situazione politica attuale e il cosìddetto "fenomeno Beppe Grillo".
Qualcuno in questi giorni ha scritto: Beppe Grillo è come Berlusconi. E forse è proprio vero. Nel 1993 stavamo per consegnare l'Italia a uno dei due. Da una parte l'editore-imprenditore senza scrupoli e con tanto pelo nello stomaco, dall'altrauna persona che parlava a nome di tutti, che chiedeva rispetto e non profitto, che parlava di riutilizzo, non di consumo, che se mostrava un seno lo faceva nel modo più tenero e naturale, nel gesto di una madre che allatta, non ammiccante stretto dentro un bikini che pubblicizza qualcosa.
Ecco, noi, 18 anni fa, abbiamo permesso cheBeppe Grillo, l'unico italiano che parlava davvero in difesa della dignità delle persone, secondo una vera coscienza comune ambientale e sostenibile, il più sincero e tenace nemico dei furbetti di ogni caratura che ci han rubato il futuro, fosse cacciato fuori dalle nostre vite per sempre.
Qualcuno, e sappiamo bene chi, non solo e non tanto Berlusconi, ha deciso che quell'uomo andava allontanato. Quello che diceva erapericoloso. Se la gente avesse iniziato a pensare, a farsi delle domande prima di acquistare, a chiedere prima di votare o pagare, ci sarebbero stati molti, ma molti meno soldi facili da intascare. E allora via Grillo, seppellitto, ostracizzato dalla tvche sarebbe stato un mezzo favoloso se solo fosse stato usato per aprire le menti delle persone e non per maciullarle sotto tonnellate di cazzate, di bugie, di tette.
E Grillo se ne è andato. Probabilmente, se invece si fosse candidato in quel momento, con malcontento e le rabbia di quegli anni post Tangentopoli, avrebbe ottenuto un plebiscito di preferenze e a quest'ora racconteremmo un'altra storia. In quel momento nessuno pensava a Grillo come a un "qualunquista" o un approfittatore, tutti lo vedevano come uno dalla parte della gente e non del sistema. Una parabola simile a quella di Antonio Di Pietro che, dopo aver demolito la prima repubblica fondata sulla corruzione assieme al pool di Mani Pulite, non si è candidato subito perchè - da persona onesta qual è - ha voluto difendersi dalle centinaia di accuse (tutte cadute nel niente) fuori dalle istituzioni. Anche lui, se si fosse candidato in quel momento, con gli italiani a scandire il suo nome per le strade, tra striscioni e caroselli d'auto, avrebbe ottenuto un'elezione con percentuali bulgare...
E oggi? Cos'è successo? Perchè Grillo e Di Pietro sono considerati mediamente due malfattori dalla gente comune? Non si sono macchiati di alcun crimine, non hanno cambiato di una virgola le loro posizioni, hanno continuato a dire e chiedere le stesse cose, eppure li vota circa il 10% degli italiani. Il perchè è semplice ed è da ricercare nella macchina di opinione pubblica chiamata mass media. Giornali e televisioni, ovviamente, non sono nocivi per natura. Sono come un coltello che può essere usato per sbucciare una mela, e quindi migliorare la nostra vita, oppure uccidere un'altra persona.  In questi 18 anni i mezzi di comunicazione, soprattutto la televisione, è stata usata come un cannone puntato sui cervelli degli italiani per spararci dentro menzogne, falsità e cose inutili per paralizzarci il pensiero e impedirci di scegliere il meglio per noi e il futuro dei nostri figli e di mettere in atto quelle iniziative che ci avrebbero offerto una qualità della vita migliore.
Oggi, con il panorama dei mezzi di comunicazione che cambia, con il pallino dell'agenda quotidiana non più in mano a pochi potenti, i contenuti, la coerenza e la trasparenza tornano ad avere un peso. Il peso delle persone, la massa critica che premia o distrugge, esalta o infanga, senza limitazioni, in maniera libera e indipendente secondo la coscienza collettiva. Ecco allora che proprio personaggi come Grillo, Di Pietro, Travaglio, Vendola, coloro che non hanno scheletri nell'armadio diventano protagonisti e si accende una speranza.
Certo, averci pensato 18 anni fa...

Giuseppe Rizzo

11 maggio 2011

Slovacchia,arrestato aspirante cannibale

- BRATISLAVA, 11 MAG - La polizia slovacca ha arrestato ieri vicino a Kosice, nell'est del Paese, un sospetto cannibale recatosi all'appuntamento con la potenziale vittima, un cittadino svizzero, che all'ultimo minuto ci ha ripensato e ha allertato la polizia. Il cannibale si era messo d'accordo su internet con lo svizzero per ucciderlo e mangiarlo. Al posto della vittima, all'appuntamento è andato un agente, che ha avuto uno scontro a fuoco col maniaco, che e' stato colpito ed e' in gravi condizioni.


Fonte :: ansa.it

Moratti: Pisapia condannato per furto E il faccia a faccia finisce in scontro


Il primo cittadino accusa il rivale: «Il veicolo rubato serviva per un sequestro». Pronta la replica:
«E' una calunnia vergognosa».
Alla fine nessuna stretta di mano


MILANO
L’unico confronto televisivo tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, i due principali candidati sindaco di Milano, si è concluso con uno scambio di accuse al vetriolo: l’attuale sindaco ha ricordato a Pisapia di essere stato condannato per furto di un’auto, e lui ha replicato parlando di accuse vergognose. «La Corte d’Assise - ha detto Letizia Moratti - ha giudicato Pisapia responsabile del furto di un veicolo che sarebbe stato usato per sequestro e pestaggio. Poi il reato è stato amnistiato». Pisapia ha reagito con grande fastidio a quest’accusa, alzandosi in piedi e tuonando: «Queste sono cose che non accetto - ha detto - è una calunnia di cui risponderà, è una cosa vergognosa».

Letizia Moratti ha ricordato a Pisapia di essere stato condannato per furto d’auto per sottolineare, in opposizione al proprio sfidante, il suo profilo moderato. «Porterò avanti nei prossimi cinque anni - era stata la promessa del sindaco per la chiusura del duello televisivo - una politica moderata, la mia esperienza di manager, la mia famiglia confermano ampiamente che sono una persona moderata, a differenza di Pisapia che dalla Corte di Assise è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per un sequestro e un pestaggio».

Al termine del faccia a faccia i due candidati hanno lasciato lo studio senza strimgersi la mano. Pisapia ha escluso per il momento di querelare la Moratti per diffamazione. «Adesso mi interessa parlare di Milano - ha detto Pisapia -, di dire la verità sulle fandonie dette anche oggi sul mio conto. Continuerò la campagna elettorale con molta serenità e determinazione - ha quindi aggiunto sfoggiando il sorriso -. Sulle azioni giudiziarie ci penseremo dopo questa lunga e bellissima campagna elettorale, bellissima perchè si può parlare dello sviluppo e del futuro di Milano». Pisapia ha assicurato che metterà fin d’ora a disposizione di tutti la sentenza che lo ha assolto dalle accuse che Moratti gli ha ricordato.

Al Qaeda in Yemen: lotta non è finita, "peggio deve venire"


DUBAI (Reuters) - Il capo di al Qaeda in Yemen ha annunciato che la lotta continua anche dopo l'uccisione di Osama bin Laden, e ha minacciato che "quel che verrà sarà più grande e peggiore", in un comunicato diffuso oggi su Internet.
"Dovete combattere una generazione dopo l'altra, fino a che la vostra vita sarà rovinata, i vostri giorni disturbati e avrete perso la faccia. La lotta tra noi e voi non era condotta solo da Osama", ha detto nel comunicato Nasser al- Wuhayshi, rivolgendosi ai nemici di al Qaeda.
"Quel che verrà sarà più grande e peggiore, e quello che dovrete affrontare sarà più intenso e dannoso", ha detto il leader di al Qaeda nella penisola arabica (Aqap), in un elogio di Osama bin Laden diffuso sul sito web militante islamico As-Ansar.
Aqap è considerata una delle più aggressive branche regionali di al Qaeda. Ha organizzato numerosi attacchi su obiettivi Usa e sauditi, usano nuove tattiche.
Le forze Usa hanno ucciso bin Laden in un raid contro il suo nascondiglio in Pakistan la scorsa settimana, dopo una caccia durata quasi 10 anni a quello che era il principale organizzatore degli attentati dell'11 settembre 2001.
Nasser al-Wuhayshi, un altro importante bersaglio delle forze americane, era un assistente personale di bin Laden in Afghanistan negli anni 90, e ha conosciuto da vicino l'ideologia del leader e anche le sue tattiche operative.
Wuhayshi ha scritto: "Gli americani hanno ucciso lo sceicco, ma hanno anche ucciso la fede dello sceicco, la sua metodologia e il suo richiamo, e la morale di combattimento dell'Umma che lo sceicco ha riportato in vita?".
Per gli analisti, Aqap potrebbe finire sotto i riflettori dopo che le forze Usa hanno ucciso bin Laden, forse organizzando attacchi di rappresaglia.
Aqap ha rivendicato la responsabilità di un fallito tentativo, nel 2009, di far esplodere un aereo diretto a Detroit, ed è stata anche accusata per le bombe ritrovate nel 2010 in un cargo diretto negli Usa.
"Dite agli americani che il tizzone ardente della jihad sta diventando sempre più incandescente e grande di quanto non fosse durante la vita dello sceicco", ha detto Wuhayshi.
Lo Yemen, paese povero del Medio Oriente, è stato scosso negli ultimi tre mesi dalle proteste contro il presidente Ali Abdullah Saleh, al potere da 32 anni.
Washington e gli stati del Golfo, tra cui l'Arabia Saudita, gigante petrolifero e bersaglio di Aqap, intendono negoziare un accordo per il trasferimento dei poteri per impedire che il Paese collassi, scenario che darebbe ai quaedisti più margine di manovra.
Sabato scorso, intanto, una fonte tribale yemenita ha detto che Anwar al-Awlaki, importante attivista di al Qaeda nato negli Usa e noto per aver incoraggiato gli attacchi contro gli Stati Uniti, non è stato colpito da un drone Usa che ha ucciso invece, la settimana scorsa, due leader di media importanza dei militanti quaedisti in Yemen.
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Gli insorti: "Gheddafi è scappato"

Attraverso la loro pagina Facebook, i ribelli hanno reso nota la fuga del leader libico in un luogo sconosciuto. Secondo Debka, invece, il rais sarebbe fuggito il 1 maggio. Onu: "Cessate il fuoco" 
Secondo quanto affermato dai ribelli libici sulla loro pagina di Facebook "Intifada del 17 febbraio", Gheddafi sarebbe fuggito in un luogo sconosciuto. Nessuna conferma, per ora, dai fedeli del leader, che fino a ieri si pensava potesse essere rimasto ucciso dagli otto raid della Nato che hanno colpito il bunker in sui risiedeva. Secondo quanto riferito dal sito israeliano Debka, invece, sembra che Gheddafi sia fuggito da Tripoli il 1 maggio scorso, dopo il raid nato in cui venne ucciso il figlio Saif al Arab e tre nipoti del colonnello. Si sospetta, inoltre, che il rais abbia saputo in anticipo dell'attacco dell'Alleanza. Intanto, forti della presunta fuga di Gheddafi, i ribelli sono avanzati di una quindicina di chilometri a ovest di Misurata, avvicinandosi a Zlitan, circa 40 km dalla città portuale. Nel frattempo il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello in cui si richiedeva di fermare immediatamente i combattimenti "a Misurata" e nel resto della Libia, sottolineando la necessità di proseguire il dialogo politico.

10 maggio 2011

Agcom ordina a tg di limitare spazio a Berlusconi, multa a Tg1


ROMA (Reuters) - L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha ordinato ai telegiornali di riequilibrare la copertura degli eventi politici tra forze di maggioranza e di opposizione, e dedicare ai membri del governo un tempo ''riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione'', in particolare per il presidente del Consiglio, che è anche capolista del Pdl al comune di Milano.

Così l'Agcom ha risposto agli esposti presentati, sulla base ai dati del monitoraggio sul pluralismo politico relativi alla penultima settimana di campagna elettorale (1-7 maggio).

L'Autorità ha poi comminato una sanzione da 100.000 euro al Tg1, "per l'inadeguata osservanza dell'ordine e dei richiami rivoltigli in precedenza" in materia di par condicio, secondo quanto riferito in una nota.

"Inoltre l'Autorità, a seguito degli esposti presentati dall'Udc, ha invitato Sky a rispettare, nei confronti tra candidati sindaci e nella rappresentanza delle forze politiche, il principio di effettiva parità di trattamento e di pari opportunità di ascolto e visibilità",conclude il comunicato.

Un richiamo al"rigoroso rispetto" del pluralismo è stato fatto anche dal Corecom della Lombardia alle emittenti locali e ai tg regionale della Rai.

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Nucleare, il blitz di Greenpeace sul 'terrazzo' del Duce - VIDEO -

Sono arrivati all'alba a piazza Venezia a Roma. Un gruppetto di attivisti di Greenpeace, fulminei in pochi minuti hanno scalato, grazie ad un camion-gru, la facciata di palazzo Venezia per arrivare sul terrazzo dello storico palazzo, quello per intendersi da dove si affacciava Benito Mussolini. Inviolabile fino ad oggi. Qui due ragazzi dell'associazione ambientalista hanno srotolato un grande striscione con l'immagine del premier Silvio Berlusconi e la scritta: "Italiani, il vostro futuro lo decido io". Poco sotto l'invito: 'Sul nucleare di deve votare', firmato Greenpeace. Poi i due ragazzi sono stati invitati a scendere da polizia e carabinieri intervenuti sul posto. Lo striscione alle 7,20 è stato rimosso da un gruppo di agenti della Polizia Municipale. Alessandro Giannì, direttore della campagne per l'Italia di Greenpeace, ha dichiarato ai nostri microfoni: "Le dichiarazioni del presidente del Consiglio sul nucleare in contrasto con la volontà degli italiani. Abbiamo - continua - anche inviato una lettera al governo, per rispettare i nostri diritti di cittadini che sul referendum del 12 e 13 giugno vogliono esprimersi".
Servizio di David Perluigi, montaggio Paolo Dimalio

Fonte : www.ilfattoquotidiano.it/

Giappone fa dietrofront, si punta a maggiore impiego di energie rinnovabili


ultimo aggiornamento: 10 maggio, ore 17:50
Tokyo - (Adnkronos) - Il primo ministro Kan ha annunciato che il Giappone rinuncia al progetto di aumentare l'impiego dell'energia nucleare

Libia, raid su compound Gheddafi.Nato:non si sa se vivo


di Guy Desmond

TRIPOLI (Reuters) - La Nato ha condotto oggi attacchi con missili nell'area di Tripoli, e tra i bersagli ci sarebbe stato anche il complesso del leader libico Muammar Gheddafi, secondo quanto riferito da alcuni testimoni.

Gheddafi non è più apparso in pubblico dal 30 aprile scorso, quando un attacco Nato su una casa nella capitale ha ucciso il suo figlio più giovane e tre nipoti, sollevando interrogativi tra alcuni diplomatici arabi ansiosi di sapere perché il Colonnello non si vede più in giro.

Oggi la Nato ha detto di non sapere se Gheddafi sia ancora in vita. "Non abbiamo prove .Non sappiamo cosa stia facendo il signor Gheddafi. Non abbiamo informazioni di conferma, ha detto oggi rispondendo a una domanda dei giornalisti il generale di Brigata Claudio Gabellini, Capo Ufficio Operazioni dell' OUP.

Gabelli, che parlava in una conferenza stampa a Napoli, ha poi aggiunto: "Non abbiamo prove di cosa stia facendo e delle condizioni nelle quali si trovi Gheddafi e in effetti non ne siamo molto interessati, perché il nostro mandato è proteggere i civili dagli attacchi e quindi non stiamo cercando nessuna persona in particolare".

Rappresentanti libici hanno detto che gli attacchi aerei Nato sull'area di Tripoli nel corso della notte hanno provocato il ferimento di quattro bambini, due dei quali sono in condizioni gravi.

Le autorità hanno mostrato a giornalisti stranieri un ospedale della capitale dove alcune finestre sono andate in frantumi, apparentemente per le ondate di esplosioni dell'attacco Nato, che ha provocato anche il crollo di una torre di telecomunicazioni.

I giornalisti sono stati anche condotti in un edificio governativo che ospitava l'alta commissione per l'infanzia, e che è stato completamente distrutto. Il vecchio edificio coloniale era stato già danneggiato in quello che per le autorità libiche era stato un bombardamento Nato il 30 aprile.

"La direzione di almeno un'esplosione suggerisce che il complesso di Gheddafi è stato colpito", ha detto un testimone.

Nessuna altra informazione è finora disponibile. Ma le esplosioni di Tripoli sono avvenute mentre la situazione dei combattimenti sul terreno è in stallo, mentre le potenze occidentali si chiedono se fornire aiuto, sia pure sotto copertura, ai ribelli che vogliono abbattere Gheddafi, al potere da 41 anni.

Vari alleati, tra cui gli Usa, la Gran Bretagna e la Francia, sono di fronte a una scelta se sfruttare o meno le scappatoie fornite nel meccanismo di sanzioni istituito a febbraio e a marzo per aiutare i ribelli, dicono analisti e diplomatici Onu.

Un'altra opzione sarebbe quella di bypassare segretamente le sanzioni, ma entrambi i casi rischiano di provocare l'ira di Russia e Cina, che dispongono del potere di veto al Consiglio di sicurezza Onu e sono sempre più critici verso le operazioni Nato, nell'ambito di una risoluzione che punta a proteggere i civili.

RIBELLI ASSEDIATI

Il governo dice che la maggior parte dei libici sostengono Gheddafi, e definisce i ribelli criminali armati e militanti di al Qaeda, oltre a dire che l'intervento della Nato è un atto di aggressione coloniale da parte delle potenze occidentali che intendono rubare il petrolio della Libia.

Dopo due mesi di conflitto legato anche alle rivolte dei mesi scorsi in altri paesi arabi, i ribelli mantengono il controllo di Bengasi e di altre cittadine nell'est del paese nordafricano, mentre il governo controlla la Capitale e quasi tutto l'ovest.

I combattimenti stanno aumentando nella regione delle Montagne Occidentali, vicino alla Tunisia, e i ribelli hanno detto ieri che la Nato ha colpito un deposito governativo di armi a sud-est di Zintan, che si trova nella zona di guerra.

La cittadina oggi è tranquilla e non ci sono stati né bombardamenti Nato né attacchi aerei Nato, ha detto al telefono il portavoce ribelle Abdulrahman.

"I rivoluzionari (ribelli) stanno rastrellando l'area di Awiniyah, dove si ritiene che siano posizionate le brigate", ha detto Abdulrahman. Awiniyah è a 25 km da Zintan.

Le forze Nato hanno colpito ripetutamente a Misurata, la città occidentale dove i ribelli sono sotto assedio da settimane da parte delle forze leali a Gheddafi, con centinaia di morti nei combattimenti.

I ribelli fanno fronte a forze governative con una potenza di fuoco superiore e maggiori risorse, ma un comandante militare ribelle ha detto alla tv araba al Jazeera che ieri i suoi combattenti hanno ucciso 57 soldati e distrutto 17 veicoli militari durante una battaglia a ovest di Ajdabiyah, città controllata dagli insorti nell'ovest.

Il comandante ha anche detto che due ribelli sono stati uccisi in combattimento, a metà strada tra Ajdabiyah e il porto petrolifero di Brega, dove le forze di Gheddafi sono arroccate. Non è stato possibile per il momento verificare le sue dichiarazioni.

La guerra ha finora provocato la morte di migliaia di persone e ha costretto decine di migliaia di lavoratori immigrati a fuggire per terra o per mare.

Le agenzie di aiuti umanitari hanno dato la notizia che una nave che trasportava 500-600 persone è affondata la scorsa settimana vicino a Tripoli, che in mare sono stati avvistati molti cadaveri.

"La tragica verità è che probabilmente no n sapremo mai quante persone sono annegate in quest'ultima tragedia", dice Jean-Philippe Chauzy, portavoce dell'Organizzazione Internazionale per i Migranti.

Prima dell'incidente, l'Onu aveva già stimato in 800, dal 25 marzo scorso, i morti tra i migranti in fuga dalla Libia via mare.

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Il Cavaliere si gioca il tutto per tutto "Se domenica vinco, blocco i processi"

Il capo del governo teme che il Quirinale non firmi la legge sulla prescrizione breve e considera le amministrative anche un referendum sui giudici. Il conflitto di attribuzione sul caso Ruby è stato sospeso fino alla prossima settimana


ROMA - "Chi ci vota domenica prossima vota contro la Boccassini e De Pasquale, questo deve essere chiaro a tutti". È l'effetto "referendum" quello che Berlusconi punta a ottenere con le elezioni-simbolo a Milano. Una battaglia giocata tra il Cavaliere e il palazzo di giustizia, che sarà decisa ai voti: se Letizia Moratti dovesse vincere al primo turno, per Berlusconi quella sarà stata una "sonora sconfitta" dei pm, visto che proprio sulla iper-politicizzazione della campagna amministrativa ha giocato le sue ultime uscite in campagna elettorale.

È questo il senso del crescendo di toni usati dal capo del governo contro i magistrati, persino nel giorno dedicato al ricordo delle toghe vittime del terrorismo. "O me o loro", continua a ripetere in queste ore. Pronto a far ripartire immediatamente tutto il pacchetto giustizia in caso di un exploit elettorale che gli restituisca la forza perduta. "È vero - ha detto a proposito della commissione d'inchiesta sulla magistratura - è tanto che ne parliamo. Finora mi sono fatto convincere da chi mi consigliava di non forzare la mano, ma se vinciamo a Milano la facciamo per davvero, anzi sarà la prima cosa che partirà". 
La personalizzazione in chiave anti-pm della campagna milanese è totale. Tanto da aver indotto Berlusconi a registrare uno spot radiofonico dai toni accorati, che si conclude così: "Se mi vuoi bene, scrivi sulla scheda il mio cognome". La campagna, a sentire l'interessato, starebbe dando i suoi frutti nonostante nel Pdl in molti si stiano preoccupando per l'incendio appiccato. Anzi, nelle ultime riunioni riservate il premier ha tirato fuori un sondaggio che darebbe la coalizione di centrodestra al 52,6%, vincente al primo turno. Ma la condizione è che vi sia un'alta affluenza, vicina almeno al 70%, altrimenti la Moratti (la più scettica su questa deriva anti-pm della "sua" campagna) sarebbe costretta al ballottaggio. 

Vittoria o sconfitta al primo turno. È questo lo spartiacque che, da due settimane e all'improvviso, ha congelato al punto in cui erano tutte le leggi salva-Silvio. Che, fino a quel momento, avevano disperatamente corso per settimane con l'obiettivo, da perseguire il più in fretta possibile, di bloccare il processo Mills (con la prescrizione breve), di mettere momentaneamente in soffitta il caso Ruby e il caso Mediaset (con il conflitto di attribuzioni), di evitare l'uscita di altre intercettazioni (con la legge bavaglio). Ma l'ordine, dall'alto, è stato preciso. "Fermate tutto, dobbiamo prima capire che succede alla Moratti". In stand-by sono finite ben tre norme salva-Silvio, contenute in due leggi. Stoppata la prescrizione breve per gli incensurati, cioè per lui, dopo lo scontro durissimo nel voto alla Camera. Al Senato hanno cominciato a discuterne in commissione, ma senza fretta. Stoppato anche il processo "lungo", sempre al Senato, che sarebbe dovuto andare in aula subito dopo il voto di metà maggio. Lì, con un improvviso blitz, accanto agli articoli sul strapotere degli avvocati in udienza e sul divieto di usare le sentenze passate in giudicato (leggi: Mills), deve entrare anche la norma per sospendere i processi Ruby e Mediaset in presenza di un conflitto di attribuzioni alla Consulta. Pure questa norma urgentissima (il dibattimento si apre il 31 maggio) è stata messa per ora in frigorifero. Non solo: nell'attesa, è stato inspiegabilmente "dimenticato" lo stesso conflitto per Ruby, pur autorizzato dall'aula della Camera il 5 aprile, ma mai approdato alla Consulta.

Ma non c'è solo il rischio ballottaggi a mettere in allarme il premier. Lo tiene in tensione il malumore del Colle nei confronti della prescrizione breve. Di cui ieri diceva: "Non so cosa farà Napolitano, ma non mi pare ci siano fatti di incostituzionalità". E invece le paure sono forti. Il Colle non ha mai parlato, ma i giuristi di Berlusconi annusano aria di un possibile intervento. Tant'è che il premier, già un paio di settimane fa, voleva mandare sul Colle il Guardasigilli Angelino Alfano per spiegare al capo dello Stato che la sua legge non farà "morire" 15mila processi. Il rischio di una bocciatura o di un ridimensionamento però c'è. E le settimane elettorali non sono certamente quelle in cui incassare una reprimenda del Colle pure sulla prescrizione breve. Né quelle giuste per rivedere l'intera strategia salva-Silvio. Meglio pensarci dopo, a Moratti vincente.

di FRANCESCO BEI e LIANA MILELLATratto integralmente da :  www.repubblica.it

Il premier e la crisi nucleare: «Rinuncio al mio stipendio»


La scelta di Naoto Kan: niente soldi fino alla fine dell'emergenza a Fukushima

MILANO - A partire da giugno il premier giapponese Naoto Kan rinuncerà al suo stipendio fino alla fine della crisi nucleare negli impianti atomici di Fukushima, danneggiati dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo scorso. «Continuerò a percepire la retribuzione che mi spetta come membro del parlamento ma non quella da primo ministro, né altri bonus» ha annunciato il capo del governo di Tokyo, secondo il quale «come la compagnia elettrica Tepco, l'esecutivo giapponese ha una grande responsabilità in questa crisi». Il Paese, ha aggiunto Kan, abbandonerà il piano per incrementare la quota di energia derivata dal nucleare al 50% dall'attuale 30%. Il premier ha parlato durante una conferenza stampa, sostenendo che il Giappone ha adesso bisogno di «ripartire da zero» nelle politiche energetiche di lungo termine, dopo la crisi di Fukushima.
INDENNIZZI - Intanto, la compagnia elettrica giapponese Tepco, che gestisce la disastrata centrale nucleare di Fukushima Daiichi 1, ha chiesto aiuti economici statali al governo di Tokyo, con i quali poter fare fronte ai pesantissimi indennizzi che dovrà versare per risarcire i danni provocati dalla fuoriuscita di radioattività dall'impianto.


Tratto integralmente da : www.corriere.it

Pedofilia, gli Usa ficcano il naso in Vaticano

Una corte degli Stati Uniti: “La Chiesa è il datore di lavoro del sacerdote che commette gli abusi”
Per la prima volta il Vaticano dovrà fornire documenti interni alla giustizia degli Stati Uniti, che sta facendo luce sulla natura del rapporto di “lavoro” tra un prete pedofilo e la Santa Sede.
MOMENTO STORICO – La richiesta è stata avanzata da un tribunale civile dell’Oregon, nel nord ovest degli Usa, che ha deciso di citare in giudizio la Santa Sede in qualità di testimone in questa vicenda degli Anni ’60. “Si tratta di una decisione storica”, ha dichiarato Jeff Anderson, avvocato della vittima che sostiene di aver subito aggressioni sessuali da parte di Andrew Ronan, un sacerdote che era stato coinvolto in vicende di pedofilia in Irlanda e poi a Chicago. “La decisione cambia il panorama giuridico”, ha spiegato Anderson. “Una breccia è stata aperta: il Vaticano potrebbe essere ritenuto responsabile e dovrà rendere conto come mai prima”.
NIENTE IMMUNITA’ - La vittima ha accusato il Vaticano di non aver costretto il sacerdote a lasciare l’abito talare e di non averlo punito dopo le prime aggressioni. Un primo giudice di Portland, nell’Oregon, incaricato del caso, ha stabilito che la Santa Sede deve essere considerata responsabile, in qualità di “datore di lavoro”, per il trasferimento del sacerdote, deciso dalla diocesi. Il Vaticano ha presentato appello alla Corte Suprema contro questa decisione. Ma nel giugno scorso, la più alta istanza americana, ha dato ragione al giudice di Portland non riconoscendo l’immunità diplomatica del Vaticano e dando il via libera a un eventuale processo contro la Santa Sede.
LA DECISIONE – In forza del pronunciamento della Corte suprema, il giudice Michael Mosman ha chiesto alla Santa Sede di produrre entro il 20 giugno un certo numero di documenti sulle regole interne della Chiesa relative alla gestione del clero, la loro nomina, i loro trasferimenti, le loro responsabilità, le loro scomuniche in caso di denunce per violenze sessuali. Secondo il legale del Vaticano, l’avvocato statunitense Jeffrey Lena, “la questione principale di questa vicenda è di capire se la Chiesa deve essere considerata come datore di lavoro dell’uomo: per noi non è questo il caso”.
(Tmnews)

I 7 modi per risparmiare energia e aumentare l'autonomia del vostro portatile


Risparmiare energia e aumentare l'autonomia del vostro notebook liberandolo dalla schiavitù della rete elettrica con qualche piccolo trucco si può! Ecco 7 consigli per non essere più schiavi della batteria ottimizzando l'efficienza energetica del vostro laptop in modo che non vi "abbandoni" dopo qualche ora proprio sul "più bello".


1) OTTENERE UNA BATTERIA DI RISERVA
Un "must" per eccellenza è avere sempre a portata di mano una batteria di riserva in modo da essere sicuri di non rimanere mai senza energia quando ne avete bisogno. Questa non deve essere necessariamente una seconda batteria originaria del vostro portatile - anche se potrebbe essere la soluzione migliore in quanto funzionerebbe perfettamente, - ma una batteria di back-up può essere anche un piccolo accumulatore di energia portatile per ricaricare la batteria del portatile quando inizia a scarseggiare. Una possibilità è la PowerGorilla Laptop Charger, ovvero un caricabatterie portatile che garantisce 2-5 ore di autonomia, in base alle caratteristiche del portatile.



2. CARICABATTERIE SOLARE

Solar_gorillaAncora meglio sarebbe utilizzare un caricabatteria ad energia solare, per avere sempre potenza, ovunque e sempre sotto il sole! Questi dispositivi offrono un ottimo modo per prolungare la durata della batteria del vostro portatile utilizzando fonti rinnovabili ad energia pulita. Ovviamente non è possibile utilizzare solamente energia solare per ricaricare il vostro notebook, ma questi dispositivi vi permettono di ricaricare le batterie anche a PC spento migliorandone le prestazioni. In commercio ne esistono ormai di diversi tipi. Tra questi, acquistabile online ecollegato al Power Gorilla Laptop Charter presentato al punto di sopra, da segnalare il SolarGorilla Laptop Charger. Questo caricabatteria ad energia solarefunziona tramite due pannelli solari che generano corrente elettrica quando vengono esposti alla luce. Il LED verde sul dispositivo indica la forza di carica -più è l'intensità degli UV migliore sarà il funzionamento!
SolarRollMentre uno dei migliori a livello di prestazioni si è dimostrato il Solar Rulls, disponibile in tre formati, a seconda delle necessità di uscita. Il rullo ha una potenza di 14 watt, dunque è in grado di fornire una carica completa da 5 a 10 ore, a seconda della qualità della luce solare, addirittura i rotoli possono essere collegati tra loro per ottenere maggiore energia di uscita. Il SolarRolls, come dice il nome, si arrotola, il che lo rende molto facile da portare in giro. E la sua impermeabilità lo rende ancora più sicuro. Purtroppo il prezzo è abbastanza alto, varia dai da 295 a 655 dollari a seconda delle dimensioni.

3. ISTALLARE UN SISTEMA OPERATIVO AD EFFICIENZA ENERGETICA

Un espediente per risparmiare l'energia delle batteriedel vostro affezionatissimo notebook/netbook è quello di installare un Sistema Operativo ad alta efficienza energetica. Uno di questi è ad esempio Windows 7 di cui una delle peculiarità è quella di essere da questo punto di vista più efficiente rispetto agli altri. Ed in effetti Windows 7 ha dimostrato una durata della batteria dell'11% in piùrispetto ai precedenti grazie ad un Software che permette all'avvio di lanciare meno applicazioni, inoltre il caricamento dei driver delle periferiche da installare avviene contemporaneamente invece che uno alla volta. Anche i dispositivi Wireless sono gestiti in modo migliore e la CPU riesce a funzionare ad una frequenza più bassa rimanendo più a lungo inattiva. Il software è ancora in pre-Beta, quindi molti miglioramenti possono ancora essere sperimentati per renderlo più efficiente E se non ci credete date un occhiata a questo video:
Ovviamente anche Apple, risultata tra le aziende che si è impegnata maggiormente sul fronte ambientale anche nell'ultima classifica di Greenpeace, non è rimasta a guardare e ha dato la sua risposta con il sistema operativo Snow Leopard che potrebbe aiutare a ridurre il consumo energetico di circa il 10%, nonché a risparmiare denaro.

4. SETTARE IL LAPTOP SULL'OPZIONE "EFFICIENZA ENERGETICA" 

Ci sono poi degli accorgimenti che dovrete adottare sul vostro portatile e che vi garantiranno una durata maggiore della batteria. In primo luogo disabilitare lo screen saver. Questo può sembrare strano, ma lo screen saver in realtà non fa risparmiare energia, anzi mantiene il computer sempre a pieno regime.
Successivamente selezionare le opzioni di risparmio energia, impostare il computer in modalità standby dopo 15 minuti, e lo spegnimento del monitor e disch irigidi dopo 5 minuti.
Anche per il Mac ovviamente valgono le stesse regole.
5 NAVIGARE CON BROWSER AD ENERGY EFFICIENT
    browserUn studio comparso su downloadsquad condotto daAnandTech ha mostrato che alcuni browser per navigare in internet sono più efficienti rispetto ad altri se si vuole preservare la batteria del proprio laptop. L'indagine ha rilevato che IE8 batte, relativamente ad efficienza energetica con una durata di 5-10minuti in più, Chrome, Firefox e Opera mentre Safari di quasi mezz'ora.
    Naturalmente, tutto questo è lontano dall'essere uno studio scientifico e dipende da una serie di fattori. Comunque nel complesso, a parte Safari che è la scelta peggiore come browser per la durata della batteria, sotto Windows, in linea di massima, gli altri browser incidono allo stesso modo relativamente al risparmio energetico.
    6 APPLICAZIONI CHE SALVANO ENERGIA

      E se ci dimentichiamo il nostro laptop accesso? Nessun problema, ci sono un infinità di programmi che aiutano a mantenere le funzioni del portatile sempre alla sua maggiore efficienza energetica. Di seguito un elenco dei migliori selezionati dal Web:

      Software specifico per Mac, consente di spegnere automaticamente il vostro MacBooking in un momento predeterminato in modo che l'uso di alimentazione phantom verrà eliminato.
      Questo programma è invece adatto agli utenti che vogliono qualcosa di super-easy: spenge automaticamente il vostro computer! È possibile scegliere di far arrestare il computer dopo un determinato periodo di inattività o in un determinato momento programmato.
      Come i programmi precedenti, questo software si concentra sull'arresto del pc, log off, modalità di ibernazione e così via. Ma è più interessante in quanto, prima dello spegnimento, avvia la pulizia del computer eliminando eventualmente anche i File Temporanei e svuotando il Cestino, permettendo, così un prossimo Avvio decisamente più fluido.
      Questo SW è per gli utenti di Windows Vista, consente di modificare le impostazioni di Vista per massimizzare l'efficienza di un PC. Permette inoltre di calcolare il dispendio di energia e ancor meglio di emissioni di anidride carbonica del vostro computer!
      Software decisamente eco-friendly, molto leggero che gestisce la potenza del vostro computer quando è inattivo garantendo un risparmio energetico e riducendo l'emissioni di CO2 rilasciate nell'atmosfera.
      Questo è uno dei più divertenti ovviamente gratuito. Come gli altri appena descritti è possibile pianificare lo spegnimento ed è possibile decidere quali azioni intraprendere sulla base di un dispositivo di scorrimento "efficienza", con il quale è possibile scegliere la modalità di risparmio energetico che si desidera raggiungere. È anche possibile vedere i vostri risparmi e le riduzioni delle emissioni di CO2, e competere con altri utenti. 

      7. PICCOLE ABITUDINI DA ADOTTARE

      Dopo essersi procurati una batteria di ricambio, un caricabatteria ad energia solare, installato sistemi operativi adeguati e browser eco-friendly, è necessario adottare piccoli accorgimenti che ci aiuteranno a far diventare veramente green il nostro affezionatissimo notebook.
      Ad esempio diminuire la luminosità dello schermo, per quanto possibile senza affaticare gli occhi, spegnere il computer durante la notte, evitare di utilizzare il laptop sulle ginocchia in quanto ne provoca un surriscaldamento (la cosa migliore sarebbe lasciar almeno qualche cm tra la superficie di appoggio e il portatile), collegare tutti i componenti sua una sola presa di alimentazione in modo da spengere tutto quando non sono in uso, staccare il caricabatteria quando il portatile è spento.
      E naturalmente un vero consiglio è quello di usare il vostro portatile solo effettivamente quando ne avete bisogno, magari uscire e godere del mondo "reale" senza di lui, questo si che vi farà risparmiare e durare di più la vostra batteria!
      Gloria Mastrantonio


      Tratto Integralmente da : www.greenme.it




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