2 giugno 2011

Beppe Grillo dal 1993 a oggi: ecco perchè possiamo fidarci

Era il 1993. Beppe Grillo torna in video dopo 5 anni di esilio. Seconda serata, Rai Uno in diretta dal teatro delle Vittorie "in" Roma. Lo spettacolo è presente su You Tube, non ha molte visite, ed è un peccato perchè la visione di quello spettacolo - che riportiamo qui in basso - aiuterebbe molto a capire la situazione politica attuale e il cosìddetto "fenomeno Beppe Grillo".
Qualcuno in questi giorni ha scritto: Beppe Grillo è come Berlusconi. E forse è proprio vero. Nel 1993 stavamo per consegnare l'Italia a uno dei due. Da una parte l'editore-imprenditore senza scrupoli e con tanto pelo nello stomaco, dall'altrauna persona che parlava a nome di tutti, che chiedeva rispetto e non profitto, che parlava di riutilizzo, non di consumo, che se mostrava un seno lo faceva nel modo più tenero e naturale, nel gesto di una madre che allatta, non ammiccante stretto dentro un bikini che pubblicizza qualcosa.
Ecco, noi, 18 anni fa, abbiamo permesso cheBeppe Grillo, l'unico italiano che parlava davvero in difesa della dignità delle persone, secondo una vera coscienza comune ambientale e sostenibile, il più sincero e tenace nemico dei furbetti di ogni caratura che ci han rubato il futuro, fosse cacciato fuori dalle nostre vite per sempre.
Qualcuno, e sappiamo bene chi, non solo e non tanto Berlusconi, ha deciso che quell'uomo andava allontanato. Quello che diceva erapericoloso. Se la gente avesse iniziato a pensare, a farsi delle domande prima di acquistare, a chiedere prima di votare o pagare, ci sarebbero stati molti, ma molti meno soldi facili da intascare. E allora via Grillo, seppellitto, ostracizzato dalla tvche sarebbe stato un mezzo favoloso se solo fosse stato usato per aprire le menti delle persone e non per maciullarle sotto tonnellate di cazzate, di bugie, di tette.
E Grillo se ne è andato. Probabilmente, se invece si fosse candidato in quel momento, con malcontento e le rabbia di quegli anni post Tangentopoli, avrebbe ottenuto un plebiscito di preferenze e a quest'ora racconteremmo un'altra storia. In quel momento nessuno pensava a Grillo come a un "qualunquista" o un approfittatore, tutti lo vedevano come uno dalla parte della gente e non del sistema. Una parabola simile a quella di Antonio Di Pietro che, dopo aver demolito la prima repubblica fondata sulla corruzione assieme al pool di Mani Pulite, non si è candidato subito perchè - da persona onesta qual è - ha voluto difendersi dalle centinaia di accuse (tutte cadute nel niente) fuori dalle istituzioni. Anche lui, se si fosse candidato in quel momento, con gli italiani a scandire il suo nome per le strade, tra striscioni e caroselli d'auto, avrebbe ottenuto un'elezione con percentuali bulgare...
E oggi? Cos'è successo? Perchè Grillo e Di Pietro sono considerati mediamente due malfattori dalla gente comune? Non si sono macchiati di alcun crimine, non hanno cambiato di una virgola le loro posizioni, hanno continuato a dire e chiedere le stesse cose, eppure li vota circa il 10% degli italiani. Il perchè è semplice ed è da ricercare nella macchina di opinione pubblica chiamata mass media. Giornali e televisioni, ovviamente, non sono nocivi per natura. Sono come un coltello che può essere usato per sbucciare una mela, e quindi migliorare la nostra vita, oppure uccidere un'altra persona.  In questi 18 anni i mezzi di comunicazione, soprattutto la televisione, è stata usata come un cannone puntato sui cervelli degli italiani per spararci dentro menzogne, falsità e cose inutili per paralizzarci il pensiero e impedirci di scegliere il meglio per noi e il futuro dei nostri figli e di mettere in atto quelle iniziative che ci avrebbero offerto una qualità della vita migliore.
Oggi, con il panorama dei mezzi di comunicazione che cambia, con il pallino dell'agenda quotidiana non più in mano a pochi potenti, i contenuti, la coerenza e la trasparenza tornano ad avere un peso. Il peso delle persone, la massa critica che premia o distrugge, esalta o infanga, senza limitazioni, in maniera libera e indipendente secondo la coscienza collettiva. Ecco allora che proprio personaggi come Grillo, Di Pietro, Travaglio, Vendola, coloro che non hanno scheletri nell'armadio diventano protagonisti e si accende una speranza.
Certo, averci pensato 18 anni fa...

Giuseppe Rizzo

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