Mosca - La Russia ha bandito oggi l’importazione di verdure crude dall’Unione europea a causa dell’epidemia di E.coli in Germania, una mossa definita «sproporzionata» da Bruxelles. La Germania ha spiegato che l’infezione, che ha ucciso 17 persone e ne ha fatte ammalare altre 1.500 in otto paesi europei, potrebbe andare avanti per mesi e la causa non essere mai trovata. La Russia ha già vietato l’importazione di verdura da Germania e Spagna a causa dell’epidemia, per la quale i tedeschi avevano inizialmente accusato i cetrioli spagnoli, ritenuti contaminati, prima di ritrattare e scusarsi con Madrid.
Il capo dell’agenzia russa Rospotrebnadzor per la protezione dei consumatori, Gennady Onishchenko, ha detto che le morti provocate dall’epidemia «dimostrano che le lodate leggi sanitarie europee, che la Russia è stata esortata ad adottare, non funzionano», secondo quanto scritto dall’agenzia Interfax. Il nuovo divieto è in vigore da stamani e ha portato ad un’immediata protesta da parte dell’Ue, che nel 2010 ha esportato verdure in Russia per un valore di 594 milioni di euro. La Spagna ha minacciato azioni legali per la crisi, chiedendo risarcimenti per i suoi agricoltori, che denunciano 200 milioni di euro di perdite a settimana per le mancate vendite e il rischio di mandare in fumo 70.000 posti di lavoro.
Reinhard Burger, capo dell’agenzia tedesca per il controllo delle malattie Robert Koch institute (Rki), ha ammesso oggi che la fonte precisa dell’epidemia potrebbe anche non essere mai trovata. «Penso che il numero (dei casi) calerà ma non so quanto ci vorrà, non sono sicuro», ha detto alla radio Bbc. «Potrebbero volerci settimane o mesi e non sono sicuro che troveremo davvero la fonte». L’Rki ha riferito ieri di 365 nuovi casi di E.coli, un quarto dei quali con una complicazione potenzialmente mortale.
La denuncia di Coldiretti - L’Italia esporta in Russia ortaggi e legumi per 4,4 mln di euro l’anno messi ora a rischio «per effetto dell’assurdo divieto imposto all’import di verdure da tutti i paesi dell’Ue, a seguito dell’epidemia causata dal batterio E. coli 0104». È quanto denuncia la Coldiretti, secondo cui «l’allarmismo ingiustificato» creato attorno ai cetrioli ha già provocato «una psicosi in tutta Europa che ha colpito le esportazioni nazionali di ortofrutta, con perdite di 20 mln in una settimana». Dopo che le analisi delle autorità sanitarie europee hanno scagionato i cetrioli senza individuare al momento il fattore scatenante dell’epidemia, il divieto imposto dalla Russia - sottolinea la Coldiretti - rappresenta «una misura unilaterale e generalizzata del tutto inopportuna destinata peraltro a generare allarmismo e a far salire i danni subiti dagli incolpevoli produttori nazionali».
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