2 giugno 2011

Partite truccate in serie A, B e Lega Pro: Signori tra i leader dell'organizzazione criminale

Beppe Signori all'uscita della Questura di Bologna (Ansa)Un dossier di oltre 600 pagine firmato dal Gip di Cremona Guido Salvini. E un autentico tsunami che si abbatte sul calcio italiano. Perchè dimostra come tra novembre dell'anno scorso e aprile del 2011 un'organizzazione criminale di 16 persone abbia falsato i risultati di partite di serie A, B e Lega Pro. Arrivando a far somministrare ai calciatori un farmaco a loro insaputa, il Minias, per rallentarne i riflessi, al punto che alcuni di loro accusarono misteriori malori negli spogliatoi.
Organizzazione divisa in gruppi - Il gruppo criminale, stando alle indagini svolte negli corsi mesi, era suddiviso in diversi rami. C'è quello dei Milanesi, quello degli Zingari, quello degli Albanesi e infine quello dei Bolognesi, di cui è considerato leader Beppe Signori, ex bomber della Nazionale, finito agli arresti domiciliari.  Raggiunto da alcuni giornalisti l'ex giocatore della Lazio e del Bologna non ha rilasciato dichiarazioni. "Ma non avete pietà in questa situazione? - ha detto - Abbiate pietà. Io non posso dire nulla, incontrerò il mio legale e poi parlerà lui per me". Come hanno dimostrato le indagini, esisteva un vero e proprio tariffario per addomesticare i risulati delle partite. Per le partite di serie A venivano stanziati 400mila euro, per quelle di B, 120mila, per la Lega Pro 50mila. I bolognesi invece pretendevano titoli bancari a copertura delle giocate.
Doni e Bettarini tra gli indagati - Ai domiciliari anche i calciatori dell'Ascoli Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese, mentre in carcere è finito Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio. Tra i 28 indagati a piede libero figurano invece l'ex calciatore di serie A, ex marito di Simona Ventura e conduttore di "Quelli che che il calcio" Stefano Bettarini e Cristiano Doni, beniamino dei tifosi dell'Atalanta, con un passato in Juve e in nazionale. Secondo gli inquirenti l'organizzazione si assicurava affari fino a diverse centinaia di migliaia di euro a partita. Le indagini della squadra mobile di Cremona hanno infatti scoperto che l'organizzazione era in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all'estero.

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