Il primo cittadino accusa il rivale: «Il veicolo rubato serviva per un sequestro». Pronta la replica:
«E' una calunnia vergognosa».
Alla fine nessuna stretta di mano
MILANO
L’unico confronto televisivo tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, i due principali candidati sindaco di Milano, si è concluso con uno scambio di accuse al vetriolo: l’attuale sindaco ha ricordato a Pisapia di essere stato condannato per furto di un’auto, e lui ha replicato parlando di accuse vergognose. «La Corte d’Assise - ha detto Letizia Moratti - ha giudicato Pisapia responsabile del furto di un veicolo che sarebbe stato usato per sequestro e pestaggio. Poi il reato è stato amnistiato». Pisapia ha reagito con grande fastidio a quest’accusa, alzandosi in piedi e tuonando: «Queste sono cose che non accetto - ha detto - è una calunnia di cui risponderà, è una cosa vergognosa».
Letizia Moratti ha ricordato a Pisapia di essere stato condannato per furto d’auto per sottolineare, in opposizione al proprio sfidante, il suo profilo moderato. «Porterò avanti nei prossimi cinque anni - era stata la promessa del sindaco per la chiusura del duello televisivo - una politica moderata, la mia esperienza di manager, la mia famiglia confermano ampiamente che sono una persona moderata, a differenza di Pisapia che dalla Corte di Assise è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per un sequestro e un pestaggio».
Al termine del faccia a faccia i due candidati hanno lasciato lo studio senza strimgersi la mano. Pisapia ha escluso per il momento di querelare la Moratti per diffamazione. «Adesso mi interessa parlare di Milano - ha detto Pisapia -, di dire la verità sulle fandonie dette anche oggi sul mio conto. Continuerò la campagna elettorale con molta serenità e determinazione - ha quindi aggiunto sfoggiando il sorriso -. Sulle azioni giudiziarie ci penseremo dopo questa lunga e bellissima campagna elettorale, bellissima perchè si può parlare dello sviluppo e del futuro di Milano». Pisapia ha assicurato che metterà fin d’ora a disposizione di tutti la sentenza che lo ha assolto dalle accuse che Moratti gli ha ricordato.
L’unico confronto televisivo tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, i due principali candidati sindaco di Milano, si è concluso con uno scambio di accuse al vetriolo: l’attuale sindaco ha ricordato a Pisapia di essere stato condannato per furto di un’auto, e lui ha replicato parlando di accuse vergognose. «La Corte d’Assise - ha detto Letizia Moratti - ha giudicato Pisapia responsabile del furto di un veicolo che sarebbe stato usato per sequestro e pestaggio. Poi il reato è stato amnistiato». Pisapia ha reagito con grande fastidio a quest’accusa, alzandosi in piedi e tuonando: «Queste sono cose che non accetto - ha detto - è una calunnia di cui risponderà, è una cosa vergognosa».
Letizia Moratti ha ricordato a Pisapia di essere stato condannato per furto d’auto per sottolineare, in opposizione al proprio sfidante, il suo profilo moderato. «Porterò avanti nei prossimi cinque anni - era stata la promessa del sindaco per la chiusura del duello televisivo - una politica moderata, la mia esperienza di manager, la mia famiglia confermano ampiamente che sono una persona moderata, a differenza di Pisapia che dalla Corte di Assise è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per un sequestro e un pestaggio».
Al termine del faccia a faccia i due candidati hanno lasciato lo studio senza strimgersi la mano. Pisapia ha escluso per il momento di querelare la Moratti per diffamazione. «Adesso mi interessa parlare di Milano - ha detto Pisapia -, di dire la verità sulle fandonie dette anche oggi sul mio conto. Continuerò la campagna elettorale con molta serenità e determinazione - ha quindi aggiunto sfoggiando il sorriso -. Sulle azioni giudiziarie ci penseremo dopo questa lunga e bellissima campagna elettorale, bellissima perchè si può parlare dello sviluppo e del futuro di Milano». Pisapia ha assicurato che metterà fin d’ora a disposizione di tutti la sentenza che lo ha assolto dalle accuse che Moratti gli ha ricordato.
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