11 maggio 2011

Al Qaeda in Yemen: lotta non è finita, "peggio deve venire"


DUBAI (Reuters) - Il capo di al Qaeda in Yemen ha annunciato che la lotta continua anche dopo l'uccisione di Osama bin Laden, e ha minacciato che "quel che verrà sarà più grande e peggiore", in un comunicato diffuso oggi su Internet.
"Dovete combattere una generazione dopo l'altra, fino a che la vostra vita sarà rovinata, i vostri giorni disturbati e avrete perso la faccia. La lotta tra noi e voi non era condotta solo da Osama", ha detto nel comunicato Nasser al- Wuhayshi, rivolgendosi ai nemici di al Qaeda.
"Quel che verrà sarà più grande e peggiore, e quello che dovrete affrontare sarà più intenso e dannoso", ha detto il leader di al Qaeda nella penisola arabica (Aqap), in un elogio di Osama bin Laden diffuso sul sito web militante islamico As-Ansar.
Aqap è considerata una delle più aggressive branche regionali di al Qaeda. Ha organizzato numerosi attacchi su obiettivi Usa e sauditi, usano nuove tattiche.
Le forze Usa hanno ucciso bin Laden in un raid contro il suo nascondiglio in Pakistan la scorsa settimana, dopo una caccia durata quasi 10 anni a quello che era il principale organizzatore degli attentati dell'11 settembre 2001.
Nasser al-Wuhayshi, un altro importante bersaglio delle forze americane, era un assistente personale di bin Laden in Afghanistan negli anni 90, e ha conosciuto da vicino l'ideologia del leader e anche le sue tattiche operative.
Wuhayshi ha scritto: "Gli americani hanno ucciso lo sceicco, ma hanno anche ucciso la fede dello sceicco, la sua metodologia e il suo richiamo, e la morale di combattimento dell'Umma che lo sceicco ha riportato in vita?".
Per gli analisti, Aqap potrebbe finire sotto i riflettori dopo che le forze Usa hanno ucciso bin Laden, forse organizzando attacchi di rappresaglia.
Aqap ha rivendicato la responsabilità di un fallito tentativo, nel 2009, di far esplodere un aereo diretto a Detroit, ed è stata anche accusata per le bombe ritrovate nel 2010 in un cargo diretto negli Usa.
"Dite agli americani che il tizzone ardente della jihad sta diventando sempre più incandescente e grande di quanto non fosse durante la vita dello sceicco", ha detto Wuhayshi.
Lo Yemen, paese povero del Medio Oriente, è stato scosso negli ultimi tre mesi dalle proteste contro il presidente Ali Abdullah Saleh, al potere da 32 anni.
Washington e gli stati del Golfo, tra cui l'Arabia Saudita, gigante petrolifero e bersaglio di Aqap, intendono negoziare un accordo per il trasferimento dei poteri per impedire che il Paese collassi, scenario che darebbe ai quaedisti più margine di manovra.
Sabato scorso, intanto, una fonte tribale yemenita ha detto che Anwar al-Awlaki, importante attivista di al Qaeda nato negli Usa e noto per aver incoraggiato gli attacchi contro gli Stati Uniti, non è stato colpito da un drone Usa che ha ucciso invece, la settimana scorsa, due leader di media importanza dei militanti quaedisti in Yemen.
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