20 maggio 2011

Liberate i pedofili

Una sentenza americana che di certo farà discutere – anche perchè, già lo sta facendo – l’opinione pubblica Usa: un giudice americano ha disposto la scarcerazione per tre accusati di stupro minorile multiplo (anche) perchè i bambini non meritavano di passare un giorno in più in tribunale fra deposizioni, udienze e sedute davanti all’organo giudiziario. Basta: “Lo faccio per i bambini: liberate gli accusati di stupro”. Decisione invero paradossale, che per salvare lo stato psicofisico delle giovani vittime, mette a serio pericolo la loro sicurezza.
DECIDE IL PROCURATORE – Il racconto della storia viene pubblicato davanti agli occhi del mondo dalla MSNBC, network news americano.
La burocrazia è ormai tutto ciò che si frappone sulla via della libertà per i sei adulti accusati di partecipare in quello che i procuratori chiamano un sordido club di una piccola città nel Texas dell’est dove bambini anche di 5 anni venivano costretti ad atti sessuali. I tre uomini che si sono affermati colpevoli di reati come molestie a minore, secondo quanto afferma il procuratore distrettuale della contea di Smith Matt Bingham, saranno rilasciati quanto prima: solo il tempo per il dipartimento della Giustizia Criminale texana di completare le procedure.
Matt Bingham, capo della pubblica accusa nella contea texana – ed è noto che in Usa queste figure sono elettive, e così devono stare ben attente a quel che dicono pubblicamente – si carica in pieno sulle spalle la responsabilità di una tale scelta.
Bingham afferma di credere tuttora che gli imputati meritino l’ergastolo ma ha offerto il patteggiamento per aiutare i bambini che sono stati abusati. “E’ veramente semplice”, dice. “Questi bambini sono entrati in tribunale ben quattro volte. Hanno testimoniato questi atti terribili, hanno sopportato il trauma della testimonianza e non ho intenzione di farli passare in tutto questo, di nuovo”.
Così, è un vero e proprio bilanciamento di interessi quel che il procuratore distrettuale ritiene di aver raggiunto. E’ meglio portare a termine in maniera completa e “rituale” l’azione penale, oppure procedere al patteggiamento -che implica evidentemente la libertà in attesa di giudizio, per non sottoporre i bambini allo stress della vita di tribunale? Bingham ha la sua risposta: “I bambini meritano di avere la vita dei bambini, di giocare, non di stare qui”.
L’ASILO DEGLI ORRORI – Il racconto della storia di questi abusi è comunque abbastanza atipico. Gli imputati, tre texani di mezza età, avevano messo su una scuola di ballo in cui drogavano i bambini prima di insegnargli a danzare in maniera da soddisfare i loro desideri di abuso.
Le autorità sostengono che gli imputati avevano creato un “asilo” dove ai bambini veniva insegnato a danzare in maniera provocante. Per aiutare la loro esibizione, la pubblica accusa dice che ai bambini veniva dato un medicinale come il Vicodin che gli adulti chiamavano “pillole cattive”. Bingham afferma che i bambini, che ora hanno dai 10 ai 13 anni, hanno avuto questa “spada di Damocle sopra la testa” fin dal 2004.
 Secondo i parenti degli imputati , però, anche se certo “qualcosa deve essere successo”, i loro congiunti sono innocenti: “Se tieni una persona in galera per cinque anni, è normale che confesserà qualcosa di brutto”, afferma la sorella di uno degli imputati. Ora in galera queste persone – tutte già condannate in primo grado – non resteranno più. Lo ha deciso il procuratore del Texas.


Fonte :: giornalettismo.com

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