20 maggio 2011

CURRENT.TV NON E' IL FUTURO DELL'INFORMAZIONE LIBERA


« L’ascolto medio giornaliero di Current TV nel 2011 è stato finora di un totale di 2952 telespettatori, con una perdita del 20% rispetto ai 3.600 spettatori medi del 2010. Se poi si analizza il prime time, purtroppo, tra il 2011 ed il 2010, la perdita di ascolti di Current TV è prossima al 40%. »
[Comunicato SKY-ITALIA disponibile qui e altrove]
 Ricordo perfettamente quando Current aprì, pochi anni fa. Venne Al Gore in pompa magna, fece una mega conferenza stampa durante la quale alcuni blogger posero domande sul progetto e sul futuro dell'informazione. Al Gore promise solennemente che la nuova piattaforma sarebbe stata completamente libera e che non avrebbe fatto sconti a nessuno, neppure al Papa. Tutti a casa, contenti e in attesa.

  Ricordo perfettamente anche come andò a finire. I contenuti pubblicati dagli utenti, che avrebbero dovuto acquisire più o meno visibilità in base ai voti che si guadagnavano tra i navigatori e, in proporzione alle preferenze ricevute, esseretrasmessi sul canale satellitare, sparivano senza troppi complimenti dalle classifiche perché la redazione si assumeva volentieri l'onere, più o meno dichiarato, di selezionare quelli che a suo insindacabile giudizio erano meritevoli e quelli che invece no. Con tanti saluti alla democrazia dell'informazione e alle roboanti dichiarazioni iniziali. Dopo un po', disabilitarono anche la possibilità di inviare contributi video.
D'accordo, volevano qualità: bene. In più occasioni, su suggerimento e pressione di molti lettori del blog, ho provato a contattare Current, scrivendo o telefonando ai contatti preposti, per verificare in che termini fosse possibile inviare contributi, inchieste, documentari, qualsiasi cosa su cui ritenessero interessante ed opportuno aprire un progetto di lavoro nell'interesse del pubblico. L'ultima volta è stato tra gennaio e febbraio. Non ho mai ottenuto lo straccio di una sola risposta. Non un'email, non una telefonata, non due righe dove qualcuno si prendesse la briga di spiegarmi come e perchè non fosse possibile. Una specie di muro contro il quale le possibilità dell'informazione libera sembravano infrangersi, anziché trovare nuove forme di espressione.

 Nelle ultime dichiarazioni alla stampa, Current si è autoproclamata unico canale di informazione libera in Italia. Un'affermazione infelice che da sola basta a qualificarsi ed a connotare l'elitarismo un po' snob con il quale interpretano il loro ruolo nel panorama dei produttori di contenuti. Qual'è l'informazione libera di Current? Cosa dovremmo difendere strenuamente ora che rischia di essere chiusaPassaparola di Marco Travaglio, che già vediamo con soddisfazione a centinaia di migliaia in rete? Oppure Il Tritacarne di Cruciani, il noto conduttore che impazza tutti i giorni su Radio24 ed è di casa in Mediaset? O magari il nuovo programma di Luca Telese, il quale mi pare non abbia problemi di visibilità e che imperversa in ogni dove a cominciare da LA7? E' informazione, certo, ma come può essere libera e indipendente dai circuiti tradizionali se poi finisce per tentare di scimmiottarli senza dare spazio a voci e personalità nuove, selezionate al di fuori del sistema? Non è questo il senso e lo spirito della piattaforma e del canale satellitare di Current.tv promesso da Al Gore.

 Dov'era Current quando la rete, e questo blog ha fatto la sua parte, produceva autonomamente e senza il becco di un quattrino contenuti drammatici ed esplosividurante gli spaventosi mesi del terremoto aquilano? Dov'era Current quando qui si organizzavano manifestazioni a difesa della libertà di internet, richiamando decine, centinaia di persone nei luoghi simbolo della capitale, davanti alle ambasciate, per protestare e tentare di arginare aberrazioni legislative come il Decreto Romani? E neppure io ho mai sentito Current levare la propria voce e mettere a disposizione i propri mezzi per sostenere le battaglie dell'informazione libera, quella davverolibera, dove chiunque generi contenuti deve sottostare all'unico filtro dell'interesse che gli stessi suscitano nell'opinione pubblica, senza nessuna selezione, senza nessuna censura preventiva (censura = taglio) operata da pochi nel nome dei molti. Ora dovrei stracciarmi le vesti se vogliono chiudere i loro sontuosi uffici e i loro super attrezzati studi televisivi, utilizzati per dare voce a chi ne ha già a sufficienza sui media tradizionali? E' questa l'informazione libera, profumatamente pagata, per cui gli italiani devono levare in alto gli scudi?

  La televisione è morta. I nuovi internet-tv sono già disponibili sul mercato. Se saremo in grado di difendere le neutralità della rete, allora non appena anche il popolo dei reality-show si accorgerà dell'immenso patrimonio di contenuti disponibili sui portali di video-sharing e sulle web-tv, comodamente disponibili al tocco di un tasto sul telecomando, i contenuti convidisi in rete soppianteranno in larga parte i costosi programmi dei grandi centri di produzione. Per costruire dal basso contenuti professionali sono già disponibili modelli di crowd funding, cioé di finanziamento collettivo, che soppianteranno il costo degli abbonamenti alle pay-tv, in un ottica di micro-partecipazione diffusa alla produzione della cultura e dello spettacolo dove ognuno vale uno, ovvero non esiste nessuna redazione se non l'intelligenza collettiva dei cittadini digitali presi nel loro insieme.

 Gli ultimi dati Sky relativi a Current.tv parlano di 2.952 telespettatori nel giorno medio. Ho voluto essere buono: mi sono limitato a prendere i dati del mio canale Youtube relativi agli ultimi trenta giorni, dove chi mi segue sa che non ho prodotto quasi niente perché vivo dentro e fuori dagli ospedali. Con buona pace di Al Gore, gli spettatori nel giorno medio di Byoblu.Com sono quasi 9.000 (vedere immagine in testa all'articolo). Un traffico superiore di tre volte, generato senza soldi, senza studi costosi, senza staff, senza redazioni, senza Travaglio, senza Cruciani, senza Telese, perfino senza pubblicare, senza null'altro che passione e debiti. Questo è il modello diinformazione distribuita, completamente nelle mani del cittadino semplice, per il quale ho già dimostrato di saper combattere e che ritengo giusto difendere con tutti i mezzi necessari.

 Current.tv è una realtà commerciale. Se devo guardare una televisione, preferisco SkyTG24 o il TG di Mentana su LA7, due prodotti dignitosi e professionali che non fanno mistero della loro natura, che non mascherano le loro reali finalità dietro a una bandiera che non gli appartiene e che, soprattutto, non cercano di strumentalizzare l'opinione pubblica e la buona fede del popolo della rete suonando la grancassa dell'informazione libera, quando tutto poi si risolve ad una questione di contratti e di accordi economici nell'unico intento di continuare a crescere, per riproporre una televisione vecchia, costruita con gli stessi nomi che siamo già abituati a vedere altrove.

 Essere indipendenti e liberi, almeno stando alle dichiarazioni iniziali di Al Gore, o almeno a come molti di noi le avevano intese, avrebbe dovuto e potuto avere tutto un altro significato. Peccato...



Fonte :: byoblu.com

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