31 maggio 2011

Cabine telefoniche addio: ecco come opporsi La notizia, stando a quanto si intravede per le strade delle città italiane, era nell’aria ma ora è ufficiale: dal prossimo 20 giugno, le cabine telefoniche ancora esistenti sul territorio nazionale saranno definitivamente rimosse.

Cabine_rimozione_telecomTenendo presente i dati resi noti da Telecom Italia, azienda titolare della facoltà di installare i box telefonici per le strade, l’utilizzo delle cabine si è ridotto del 90%. Negli ultimi dieci anni, in seguito a questa tendenza e con l’incremento dell’uso dei telefoni cellulari, si è passati dalle 300.000 unità del 2000 alle 130.000 dei giorni nostri.

Successivamente a un’opera di “concertazione” con l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Telecom Italia ha ricevuto l’autorizzazione a procedere alla rimozione coatta degli apparecchi, assenso che è stato concesso tramite una specifica delibera (delibera in formato PDF).
L’intesa raggiunta tra le 2 parti, in questi giorni, ha fatto comparire sulle postazioni in procinto d’essere dismesse dei cartelli rossi che hanno la funzione d’indicare il giorno della rimozione dell’apparecchio.
Fortunatamente però agli “aficionados” sostenitori dei telefoni pubblici è concesso diritto di replica: Questi, entro 30 giorni dall’affissione del cartello di rimozione, attraverso l’invio di una e-mail all’indirizzo cabinatelefonica@agcom.it, specificando un recapito telfonico fisso, i propri dati anagrafici e le motivazioni per cui voler impedire la dismissione dell’apparecchio in questione, possono bloccare la rimozione della postazione. In seguito a questo iter, l’AGCOM girerà la richiesta a Telecom Italia che valuterà se mantenere in vita la postazione telefonica.
Da quest’opera di “sdradicamento” capillare restano immuni gli ospedali, le scuole e le caserme. Luoghi evidentemente in cui, le cabine telefoniche continuano a rivistere un’importanza fondamentale.
Nicola Oscar Ottati

Nessun commento:

Posta un commento

Questo blog non rappresenta in alcun modo una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07 marzo 2001.