31 maggio 2011

Critichi il Papa su Facebook? Ti becchi una denuncia




Papa Benedetto XVI continua la sua serie di visite nella zona adriatica del Mediterraneo: ora ad accoglierlo sarà la Croazia, dove il pontefice si intratterrà dal 4 al 5 giugno prossimo, con un passaggio nella capitale, Zagabria. I media locali sono tutti ovviamente concentrati sulla vicenda, compreso un portale internet, chiamato Index, che però pubblica una notizia curiosa: ad attenderlo il Papa troverà un detrattore, un critico di meno: perchè il giovane in questione, che si era permesso di pubblicare su Facebook dei commenti non certo lusinghieri nei riguardi di Benedetto XVI, è stato accusato di discriminazione dalla polizia croata.
LE ACCUSE – Tutto, l’abbiamo detto, per alcuni post su Facebook non appropriati, secondo le forze di sicurezza croate.
Se in questi giorni avete un’opinione sulla visita di Papa Ratzinger in Croazia, e non siete entusiasti del personaggio e di ciò che pensa, non condividetelo pubblicamente su Facebook, perchè potrebbe arrivare la polizia a bussarvi alla porta. La polizia di Zadar ha confermato a Elis Zodan di Index che Stipe I. è stato accusato, a 22 anni, di reati come discriminazione razziale e di diverso tipo, perchè ha scritto su Facebook messaggi contro il Papa, come quando ha scritto che il pontefice sarebbe stato “miserabile e semplicemente spazzatura”.
Così dunque il fatto: un ragazzo poco più che ventenne pubblica su Facebook, nell’ambito della sua libertà d’espressione, parole colorite contro il Papa; e, come dice Index, qualcuno pensa che questo sia qualcosa di simie ad “un’istigazione all’assassinio”, e lo denuncia per discriminazione.
NESSUNO E’ AL SICURO – Ciò che la polizia Croata aggiunge per giustificare l’arresto è ancora più grave: i diritti del ragazzo dovrebbero passare in secondo piano perché il Papa è al primo posto fra le preoccupazioni della macchina statale del paese balcanico.
La polizia, d’altro canto, si è rifiutata di spiegare ciò che era così drammatico fra ciò che il giovane aveva scritto. (…) “In questo caso, dobbiamo sospendere l’interesse pubblico all’espressione, perchè la sicurezza del Santo Padre è il nostro problema principale in questo momento.
 Index non manca di notare le conseguenze drammatiche di questa linea di pensiero: e allora fra le centinaia di migliaia di utenti su forum e social network che non fanno altro che criticare il Papa per le sue mancanze, o gli rivolgono appellativi non proprio coloriti, ci dovrebbe essere un arresto ogni cinque minuti.

Fonte :: giornalettismo.com

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