20 maggio 2011


di Francesco Iacotucci (Terra Napoli)
RIFIUTI. In barba all’accordo tra l’Asia e il commissariato, l’azienda comunale è fuori dal bando per la realizzazione dell’impianto.
Alla discussione elettorale sull’inceneritore di Napoli Est si è aggiunta la polemica sul bando da parte della società Asia. Lo scontro tra De Magistris e Lettieri si estenderà anche a questo tema, i cui dettagli non sono molto conosciuti al grande pubblico. Asia contesta che non è stata coinvolta nel bando dell’inceneritore, da poco pubblicato, in particolare contesta l’esser venuti meno i patti con il commissariato. Il 13 febbraio scorso difatti il sottosegretario Bertolaso siglò un accordo di programma con il Comune di Napoli, in cui affidava ad Asia la progettazione, la costruzione e la gestione dell’impianto. Alla luce di questo accordo il Cda di Asia costituì la Neam Spa (Napoli energia ambiente), società oggi al 100% controllata dal Comune che in seguito doveva vendere sul mercato il 40% delle proprie azioni. All’epoca si stimò che i costi di realizzazione per un impianto da 400.000 tonnellate dovessero essere compresi tra i 230 e i 260 milioni.
Per quanto riguarda il costo dell’opera, nel nuovo bando pubblicato, si parla di una cifra di base di 346 milioni di euro, con un incremento di spesa non giustificato da nessuna variazione di costruzione, visto che la taglia dell’impianto è la stessa di quella prevista e considerando il fatto che per un impianto simile in costruzione a Torino si prevede un costo di 240 milioni di euro.
Altro fattore negativo legato all’estromissione di Asia e del comune di Napoli dall’”affare inceneritore” sarebbe legato ai ricavi. Non partecipando alla gestione Asia non avrà alcun contributo dalla vendita dell’energia elettrica e quei ricavi andrebbero invece ai privati per 20 anni. Questo non succede in altre città come Torino, Genova, Firenze e Milano, dove la parte dei ricavi dell’inceneritore viene reinvestito per migliorare il servizio di raccolta. Al comune di Napoli non solo non andranno i ricavi dell’energia prodotta ma è prevista anche una tariffa di conferimento maggiore di quella attualmente in vigore ad Acerra, difatti per l’inceneritore di Napoli Est è prevista una tariffa di 93 euro contro i circa 50 in vigore per Acerra.
La questione inceneritore sarà sicuramente nelle discussioni di queste due settimane, ma oltre al “sì o no” rispetto alla sua realizzazione, forse varrebbe la pena avere dei commenti più argomentati anche sulle scelte che la Regione ha fatto nella compilazione di questo bando, nel quale non sembra che il bene della città sia al centro dell’operazione, ma anzi che si stia procedendo a realizzare un impianto che costerà tantissimo alla città.
Ancora una volta, e forse con più forza quindi, ritorna il discorso di partenza, ovvero l’opportunità economica, organizzativa e politica di costruire un inceneritore a Napoli, invece di impegnarsi al massimo per la riduzione, la differenziata ed il recupero materia.

Puglia falde sono avvelenate


“Lorenzo Nicastro, assessore pugliese all’mbiente ha depositato, in punta di piedi, il piano per la bonifica delle acque inquinate. Non appena i consiglieri hanno cominciato a leggere l’introduzione hanno cominciato ad avere paura, perché nel piano si descrive coi risultati delle analisi chimiche e biologiche qualcosa di spaventoso.le falde acquifere delle aree più a rischio del territorio pugliese non sono inquinate,sono avvelenate. La situazione non riguarda solo il sito ILVA, ma anche altre aree. Oggi l’ILVA,come ha più volte comunicato,sta attivando concreti processi di bonifica,ma per decenni,nella falda è stato scaricato di tutto,ed i risultati,purtroppo,sono venuti a galla”.

Referendum, l’Authority avverte la Rai “Assicurare informazione nei talk-show”

Referendum, l'Authority avverte la Rai "Assicurare informazione nei talk-show"

Invito formale dell’Agcom a Viale Mazzini: nei trenta giorni precedenti la consultazione va garantita “una rilevante presenza degli argomenti” oggetto del voto. Il 12 e 13 giugno alle urne su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento

ROMA - L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha rivolto un formale invito alla Rai affinché, “nei trenta giorni precede
nti la data della consultazione, assicuri una rilevante presenza degli argomenti oggetto di referendum nei programmi di approfondimento”, come prescritto dal regolamento approvato dalla commissione di Vigilanza Rai. Lo rende noto la stessa Agcom in una nota, spiegando che la decisione è stata presa “alla luce dei dati del monitoraggio televisivo”.
Nel comunicato si precisa che “la commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella riunione odierna, ha esaminato gli esposti presentati dalla lista Di Pietro-Italia dei Valori e dai Comitati promotori dei quesiti referendari (sul nucleare e legittimo impedimento) trasmessi il 18 maggio scorso”.
“L’Autorità ha riconosciuto che l’azienda pubblica ha fatto troppo poco per informare i cittadini sui referendum”, esulta Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori. “Ci auguriamo”, prosegue Di Pietro, “che il presidente della commissione di Vigilanza accolga le indicazioni emerse dalla comunicazione dell’Agcom e intervenga presso la Rai affinchè siano adottati rapidi cambiamenti di rotta”. Gli fa eco Vincenzo Vita, componente Pd in commissione Vigilanza: “E’ fondamentale inoltre che l’Autorità verifichi il grado di informazione sui referendum, al momento quasi sconosciuti nei e dai media”.
Tratto da :: repubblica.it

MANIFIESTO" DEMOCRACIA REAL JA" il manifesto della rivolta in Spagna


ECCO IL MANIFESTO DELLA PROTESTA SPAGNOLA...GENTE COMUNE..PERSONE COME NOI..CON LE STESSE NOSTRE SPERANZE...I NOSTRI STESSI SOGNI PER UN MONDO MIGLIORE DOVE LA POLITICA SIA VERAMENTE DELLA GENTE E NON DEI GRUPPI DI POTERE CHE SI AVVICENDANO NEI PALAZZI..DOVE I PIU' DEBOLO SIANO TUTELATI..I DIRITTI RICONOSCIUTI...

IL GOVERNO SPAGNOLO, INTANTO, CONTRO IL PARERE DELLA MAGISTRATURA, HA VIETATO LE PIAZZE PER DOMANI, VIGILIA DELLE VOTAZIONI...VENGONO VIETATI I DIRITTI DEMOCRATICI, ANCHE IN UNO STATO RITENUTO DEMOCRATICO...ANCHE DOVE I FINTI SINISTRI SONO AL POTERE...

MEDITATE, GENTE MEDITATE.....

Manifiesto (Cast) - «Democrácia Real Ja»
Noi siamo gente comune. Siamo come te: gente che si alza ogni mattina per studiare, per lavorare o per trovare lavoro, gente che ha famiglia e amici. Gente che lavora duramente ogni giorno per vivere e dare un futuro migliore a chi ci circonda.
Alcuni di noi si considerano più progressisti, altri più conservatori. Alcuni credenti, altri no. Alcuni di noi hanno un'ideologia ben definita, alcuni si definiscono apolitici... Ma tutti siamo preoccupati e indignati per il panorama politico, economico e sociale che vediamo intorno a noi. Per la corruzione di politici, imprenditori, banchieri ... Per il senso di impotenza del cittadino comune.
Questa situazione fa male a tutti noi ogni giorno. Ma se tutti ci uniamo, possiamo cambiarla. È tempo di muoversi, è ora costruire insieme una società migliore. Perciò sosteniamo fermamente quanto segue:
  • Le priorità di qualsiasi società avanzata devono essere l’uguaglianza, il progresso, la solidarietà, la libertà di accesso alla cultura, la sostenibilità ecologica e lo sviluppo, il benessere e la felicità delle persone.
  • Ci sono diritti fondamentali che dovrebbero essere al sicuro in queste società: il diritto alla casa, al lavoro, alla cultura, alla salute, all’istruzione, alla partecipazione politica, al libero sviluppo personale, e il diritto di consumare i beni necessari a una vita sana e felice.
  • L'attuale funzionamento del nostro sistema economico e di governo non riesce ad affrontare queste priorità e costituisce un ostacolo al progresso dell’umanità.
  • La democrazia parte dal popolo (demos = popolo, cràtos = potere) in modo che il potere debba essere del popolo. Tuttavia in questo paese la maggior parte della classe politica nemmeno ci ascolta. Le sue funzioni dovrebbero consistere nel portare la nostra voce alle istituzioni, facilitando la partecipazione politica dei cittadini attraverso canali diretti e procurando i maggiori benefici alla società in generale, non per arricchirsi e prosperare a nostre spese, mentre si dà cura solo dei dettami dei grandi poteri economici e si aggrappa al potere attraverso una dittatura partitocratica capeggiata dalle inamovibili sigle del partito unico bipartitico del PPSOE.
  • L’ansia e l'accumulazione di potere in poche mani crea disuguaglianza, tensione e ingiustizia, il che porta alla violenza, che noi respingiamo. L’obsoleto e innaturale modello economico vigente blocca la macchina sociale in una spirale che si consuma in se stessa arricchendo i pochi e precipitando nella povertà e nella scarsità il resto. Fino al crollo.
  • La volontà e lo scopo del sistema è l'accumulazione del denaro, che ha la precedenza sull’efficienza e il benessere della società. Sprecando intanto le risorse, distruggendo il pianeta, creando disoccupazione e consumatori infelici.
  • I cittadini fanno parte dell’ingranaggio di una macchina destinata ad arricchire una minoranza che non sa nulla dei nostri bisogni. Siamo anonimi, ma senza di noi tutto questo non esisterebbe, perché noi muoviamo il mondo.
  • Se come società impariamo a non affidare il nostro futuro a un’astratta redditività economica che non si converte mai in un vantaggio della maggioranza, saremo in grado di eliminare gli abusi e le carenze di cui tutti soffriamo.
  • È necessaria una Rivoluzione Etica. Abbiamo messo il denaro al di sopra dell’Essere umano mentre dovremo metterlo al nostro servizio. Siamo persone, non prodotti sul mercato. Io non sono solo quel che compro, perché lo compro e a chi lo compro.
Per tutto quanto sopra, io sono indignato.
Credo di poterlo cambiare.
Credo di poter aiutare.
So che insieme possiamo.
Esci con noi. È un tuo diritto

CURRENT.TV NON E' IL FUTURO DELL'INFORMAZIONE LIBERA


« L’ascolto medio giornaliero di Current TV nel 2011 è stato finora di un totale di 2952 telespettatori, con una perdita del 20% rispetto ai 3.600 spettatori medi del 2010. Se poi si analizza il prime time, purtroppo, tra il 2011 ed il 2010, la perdita di ascolti di Current TV è prossima al 40%. »
[Comunicato SKY-ITALIA disponibile qui e altrove]
 Ricordo perfettamente quando Current aprì, pochi anni fa. Venne Al Gore in pompa magna, fece una mega conferenza stampa durante la quale alcuni blogger posero domande sul progetto e sul futuro dell'informazione. Al Gore promise solennemente che la nuova piattaforma sarebbe stata completamente libera e che non avrebbe fatto sconti a nessuno, neppure al Papa. Tutti a casa, contenti e in attesa.

  Ricordo perfettamente anche come andò a finire. I contenuti pubblicati dagli utenti, che avrebbero dovuto acquisire più o meno visibilità in base ai voti che si guadagnavano tra i navigatori e, in proporzione alle preferenze ricevute, esseretrasmessi sul canale satellitare, sparivano senza troppi complimenti dalle classifiche perché la redazione si assumeva volentieri l'onere, più o meno dichiarato, di selezionare quelli che a suo insindacabile giudizio erano meritevoli e quelli che invece no. Con tanti saluti alla democrazia dell'informazione e alle roboanti dichiarazioni iniziali. Dopo un po', disabilitarono anche la possibilità di inviare contributi video.
D'accordo, volevano qualità: bene. In più occasioni, su suggerimento e pressione di molti lettori del blog, ho provato a contattare Current, scrivendo o telefonando ai contatti preposti, per verificare in che termini fosse possibile inviare contributi, inchieste, documentari, qualsiasi cosa su cui ritenessero interessante ed opportuno aprire un progetto di lavoro nell'interesse del pubblico. L'ultima volta è stato tra gennaio e febbraio. Non ho mai ottenuto lo straccio di una sola risposta. Non un'email, non una telefonata, non due righe dove qualcuno si prendesse la briga di spiegarmi come e perchè non fosse possibile. Una specie di muro contro il quale le possibilità dell'informazione libera sembravano infrangersi, anziché trovare nuove forme di espressione.

 Nelle ultime dichiarazioni alla stampa, Current si è autoproclamata unico canale di informazione libera in Italia. Un'affermazione infelice che da sola basta a qualificarsi ed a connotare l'elitarismo un po' snob con il quale interpretano il loro ruolo nel panorama dei produttori di contenuti. Qual'è l'informazione libera di Current? Cosa dovremmo difendere strenuamente ora che rischia di essere chiusaPassaparola di Marco Travaglio, che già vediamo con soddisfazione a centinaia di migliaia in rete? Oppure Il Tritacarne di Cruciani, il noto conduttore che impazza tutti i giorni su Radio24 ed è di casa in Mediaset? O magari il nuovo programma di Luca Telese, il quale mi pare non abbia problemi di visibilità e che imperversa in ogni dove a cominciare da LA7? E' informazione, certo, ma come può essere libera e indipendente dai circuiti tradizionali se poi finisce per tentare di scimmiottarli senza dare spazio a voci e personalità nuove, selezionate al di fuori del sistema? Non è questo il senso e lo spirito della piattaforma e del canale satellitare di Current.tv promesso da Al Gore.

 Dov'era Current quando la rete, e questo blog ha fatto la sua parte, produceva autonomamente e senza il becco di un quattrino contenuti drammatici ed esplosividurante gli spaventosi mesi del terremoto aquilano? Dov'era Current quando qui si organizzavano manifestazioni a difesa della libertà di internet, richiamando decine, centinaia di persone nei luoghi simbolo della capitale, davanti alle ambasciate, per protestare e tentare di arginare aberrazioni legislative come il Decreto Romani? E neppure io ho mai sentito Current levare la propria voce e mettere a disposizione i propri mezzi per sostenere le battaglie dell'informazione libera, quella davverolibera, dove chiunque generi contenuti deve sottostare all'unico filtro dell'interesse che gli stessi suscitano nell'opinione pubblica, senza nessuna selezione, senza nessuna censura preventiva (censura = taglio) operata da pochi nel nome dei molti. Ora dovrei stracciarmi le vesti se vogliono chiudere i loro sontuosi uffici e i loro super attrezzati studi televisivi, utilizzati per dare voce a chi ne ha già a sufficienza sui media tradizionali? E' questa l'informazione libera, profumatamente pagata, per cui gli italiani devono levare in alto gli scudi?

  La televisione è morta. I nuovi internet-tv sono già disponibili sul mercato. Se saremo in grado di difendere le neutralità della rete, allora non appena anche il popolo dei reality-show si accorgerà dell'immenso patrimonio di contenuti disponibili sui portali di video-sharing e sulle web-tv, comodamente disponibili al tocco di un tasto sul telecomando, i contenuti convidisi in rete soppianteranno in larga parte i costosi programmi dei grandi centri di produzione. Per costruire dal basso contenuti professionali sono già disponibili modelli di crowd funding, cioé di finanziamento collettivo, che soppianteranno il costo degli abbonamenti alle pay-tv, in un ottica di micro-partecipazione diffusa alla produzione della cultura e dello spettacolo dove ognuno vale uno, ovvero non esiste nessuna redazione se non l'intelligenza collettiva dei cittadini digitali presi nel loro insieme.

 Gli ultimi dati Sky relativi a Current.tv parlano di 2.952 telespettatori nel giorno medio. Ho voluto essere buono: mi sono limitato a prendere i dati del mio canale Youtube relativi agli ultimi trenta giorni, dove chi mi segue sa che non ho prodotto quasi niente perché vivo dentro e fuori dagli ospedali. Con buona pace di Al Gore, gli spettatori nel giorno medio di Byoblu.Com sono quasi 9.000 (vedere immagine in testa all'articolo). Un traffico superiore di tre volte, generato senza soldi, senza studi costosi, senza staff, senza redazioni, senza Travaglio, senza Cruciani, senza Telese, perfino senza pubblicare, senza null'altro che passione e debiti. Questo è il modello diinformazione distribuita, completamente nelle mani del cittadino semplice, per il quale ho già dimostrato di saper combattere e che ritengo giusto difendere con tutti i mezzi necessari.

 Current.tv è una realtà commerciale. Se devo guardare una televisione, preferisco SkyTG24 o il TG di Mentana su LA7, due prodotti dignitosi e professionali che non fanno mistero della loro natura, che non mascherano le loro reali finalità dietro a una bandiera che non gli appartiene e che, soprattutto, non cercano di strumentalizzare l'opinione pubblica e la buona fede del popolo della rete suonando la grancassa dell'informazione libera, quando tutto poi si risolve ad una questione di contratti e di accordi economici nell'unico intento di continuare a crescere, per riproporre una televisione vecchia, costruita con gli stessi nomi che siamo già abituati a vedere altrove.

 Essere indipendenti e liberi, almeno stando alle dichiarazioni iniziali di Al Gore, o almeno a come molti di noi le avevano intese, avrebbe dovuto e potuto avere tutto un altro significato. Peccato...



Fonte :: byoblu.com

Saremar, viaggi da 90 euro - Ecco la flotta Sarda -

Saremar, viaggi da 90 euro Ma gli armatori dicono 'no'

La flotta sarda è realtà. Il 15 giugno alle 23 partirà da Civitavecchia la prima nave diretta a Golfo Aranci (Olbia) con i vessilli dei Quattro Mori. Lo ha annunciato ieri il governatore Ugo Cappellacci, aprendo di fatto il sito per l'avvio delle prenotazioni. Ma le compagnie che hanno presentato l'unica offerta per l'aggiudicazione della Tirrenia chiedono lo stop della flotta sarda. 
La flotta sarda Saremar-Regione è pronta a salpare. Il 15 giugno sarà operativo il collegamento Golfo Aranci-Civitavecchia: dalle 12 di oggi, sul sito Internet della Saremar, si potranno prenotare i biglietti. Dal 20 giugno sarà attiva anche la seconda rotta, Porto Torres-Vado Ligure. Due i traghetti, battezzati Dimonios e Scintu , noleggiati al costo di 30 mila euro al giorno. Navi in grado di trasportare ognuna circa 840 passeggeri e 300 auto. Le tariffe? Inferiori anche del 50% rispetto a quelle proposte, sulle stesse rotte, dalle altre compagnie. «Non stiamo dichiarando guerra a nessuno», ha precisato il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, «ma si tratta di legittima difesa. Prezzi fissi e chiari per residenti e non. Intanto aspettiamo che venga aperto un tavolo di confronto tra Stato, Regione e armatori per una vera continuità territoriale».
IL PIANO - Il progetto della giunta Cappellacci punta a dare vita ad altri due collegamenti: Olbia-Livorno (merci) e Cagliari-Civitavecchia (come chiesto dal candidato sindaco del centrodestra Massimo Fantola). Per questa rotta, il traghetto utilizzato si chiamerà Bonaria. Già pronto il piano di comunicazione istituzionale da tre milioni di euro per pubblicizzare in Italia e all'estero il progetto “Sardegna cuore d'acqua” e il bonus fino a 90 euro per i turisti. La rotta Golfo Aranci-Civitavecchia sarà coperta due volte (andata e ritorno, partenze alle 11 dal porto sardo e alle 23) al giorno.
TARIFFE - Queste le tariffe per la bassa stagione (dal 15-6 al 15-7 e dal 1-9 al 15-9): passaggio ponte 21 euro, ponte prima classe 34, cabina interna 40, esterna 45, auto da 45 a 50, moto 25, camper 13 euro a metro, autobus 16,5 a metro. Per il trasporto merci il costo è di 17 euro a metro (al netto dei costi portuali). Dal 15 luglio al 31 agosto i prezzi aumenteranno di una decina di euro.
TIRRENIA - Intanto nella gara verso l'aggiudicazione di Tirrenia, oltre a Compagnia italiana di navigazione nessun altro pretendente si è fatto avanti entro le 10 di ieri mattina, il termine fissato per la presentazione delle offerte. E così la cordata degli armatori napoletani Manuel Grimaldi, Vincenzo Onorato (Moby) e Gianluigi Aponte (Grandi Navi Veloci e Snav) è rimasta l'unica in gara. Ora sono attesi i pareri del comitato di sorveglianza di Tirrenia e del ministero dello Sviluppo economico, ma le compagnie continuano a fare pressing sul Governo, che a sua volta bussa a Villa Devoto. «O Cappellacci ritira la flotta sarda oppure noi ci tiriamo indietro». Più o meno sarebbe questo il messaggio ribadito ieri dagli armatori al Governo. Tanto che il commissario straordinario, con la scusa dei pareri del comitato di sorveglianza e del ministero, si è preso altri dieci giorni di tempo. Sul pressing delle compagnie sul Governo filtrano solo indiscrezioni, non vengono confermate dalla Regione. Ma sindacati e funzionari regionali giurano che le telefonate tra Palazzo Chigi e Villa Devoto siano più che insistenti. «Sono pronto a sedermi a un tavolo con Governo e armatori», assicura Cappellacci, che però nega qualsiasi tipo di pressione, ma chiede certezze al Governo. O gli armatori abbassano le tariffe oppure indietro non si torna e le navi con i quattro mori solcheranno il Tirreno.

Liberate i pedofili

Una sentenza americana che di certo farà discutere – anche perchè, già lo sta facendo – l’opinione pubblica Usa: un giudice americano ha disposto la scarcerazione per tre accusati di stupro minorile multiplo (anche) perchè i bambini non meritavano di passare un giorno in più in tribunale fra deposizioni, udienze e sedute davanti all’organo giudiziario. Basta: “Lo faccio per i bambini: liberate gli accusati di stupro”. Decisione invero paradossale, che per salvare lo stato psicofisico delle giovani vittime, mette a serio pericolo la loro sicurezza.
DECIDE IL PROCURATORE – Il racconto della storia viene pubblicato davanti agli occhi del mondo dalla MSNBC, network news americano.
La burocrazia è ormai tutto ciò che si frappone sulla via della libertà per i sei adulti accusati di partecipare in quello che i procuratori chiamano un sordido club di una piccola città nel Texas dell’est dove bambini anche di 5 anni venivano costretti ad atti sessuali. I tre uomini che si sono affermati colpevoli di reati come molestie a minore, secondo quanto afferma il procuratore distrettuale della contea di Smith Matt Bingham, saranno rilasciati quanto prima: solo il tempo per il dipartimento della Giustizia Criminale texana di completare le procedure.
Matt Bingham, capo della pubblica accusa nella contea texana – ed è noto che in Usa queste figure sono elettive, e così devono stare ben attente a quel che dicono pubblicamente – si carica in pieno sulle spalle la responsabilità di una tale scelta.
Bingham afferma di credere tuttora che gli imputati meritino l’ergastolo ma ha offerto il patteggiamento per aiutare i bambini che sono stati abusati. “E’ veramente semplice”, dice. “Questi bambini sono entrati in tribunale ben quattro volte. Hanno testimoniato questi atti terribili, hanno sopportato il trauma della testimonianza e non ho intenzione di farli passare in tutto questo, di nuovo”.
Così, è un vero e proprio bilanciamento di interessi quel che il procuratore distrettuale ritiene di aver raggiunto. E’ meglio portare a termine in maniera completa e “rituale” l’azione penale, oppure procedere al patteggiamento -che implica evidentemente la libertà in attesa di giudizio, per non sottoporre i bambini allo stress della vita di tribunale? Bingham ha la sua risposta: “I bambini meritano di avere la vita dei bambini, di giocare, non di stare qui”.
L’ASILO DEGLI ORRORI – Il racconto della storia di questi abusi è comunque abbastanza atipico. Gli imputati, tre texani di mezza età, avevano messo su una scuola di ballo in cui drogavano i bambini prima di insegnargli a danzare in maniera da soddisfare i loro desideri di abuso.
Le autorità sostengono che gli imputati avevano creato un “asilo” dove ai bambini veniva insegnato a danzare in maniera provocante. Per aiutare la loro esibizione, la pubblica accusa dice che ai bambini veniva dato un medicinale come il Vicodin che gli adulti chiamavano “pillole cattive”. Bingham afferma che i bambini, che ora hanno dai 10 ai 13 anni, hanno avuto questa “spada di Damocle sopra la testa” fin dal 2004.
 Secondo i parenti degli imputati , però, anche se certo “qualcosa deve essere successo”, i loro congiunti sono innocenti: “Se tieni una persona in galera per cinque anni, è normale che confesserà qualcosa di brutto”, afferma la sorella di uno degli imputati. Ora in galera queste persone – tutte già condannate in primo grado – non resteranno più. Lo ha deciso il procuratore del Texas.


Fonte :: giornalettismo.com

Don Seppia, fermato il complice chiesto trasferimento, a Genova minacce


Don Seppia, fermato il complice

Vittima conferma le accuse, ho avuto rapporti sessuali in cambio di droga

Genova - Ieri pomeriggio è stato fermato il 41enneEmanuele Alfano, ex seminarista, amico e complice di Riccardo Seppia il parroco di Sestri Ponente che venerdì scorso era stato arrestato con l'accusa diabuso su minore e cessione di stupefacenti.

Le vittime di Alfano sarebbero due 17enni. Secondo le testimonianze dei minorenni,  l'uomo avrebbe pagato per consumare rapporti sessualipresentando poi uno dei due giovani a don Seppia per farlo prostituire. Da quanto emerso dagli investigatori dei Nas di Milano e Genova il luogo degli incontri con le vittime non si limitava alla canonica del paese ligure, ma i rapporti coi ragazzini in cambio di denaro sarebbero avvenuti in appartamenti prestati da conoscenti a Milano. Una prima vittima nel capoluogo lombardo si è fatta avanti confermando le accuse e dichiarando "si, ho avuto rapporti sessuali con don Riccardo in cambio di cocaina".

Monsignor Cavallero, rettore del seminario Arcivescovile, ha fatto sapere che Alfano "e stato un anno in propedeutica, per il discernimento, prima dell'ingresso in teologia. Al termine dell'anno di prova, svolto tra l'ottobre 2006 ed il giugno 2007, è stato riconosciuto non idoneo per intraprendere il cammino del sacerdozio".
20/5/2011

I manifestanti della Puerta del Sol di Madrid sfidano le autorita


Dimostranti a MadridSpagna, i manifestanti sfidano il bando

Il divieto di protestare scatta a mezzanotte

Dimostranti a Madrid


I manifestanti della Puerta del Sol di Madrid sfidano le autorita' che hanno imposto un bando alle loro attivita' a partire dalla mezzanotte di oggi, per 24 ore, in vista delle elezioni di domenica. 

Nella tarda serata, la Commissione elettorale ha infatti posto un divieto a manifestazioni e altri eventi collettivi per consentire la "pausa di riflessione" pre elettorale. 

Una decisione accolta dai ragazzi e non che da domenica scorsa occupano la piazza pacificamente con attivita' spontanee, spettacoli, giochi e seminari, con fischi e da tre striscioni srotolati dall'edificio piu' alto: "Democrazia", "la lotta nelle strade, non alle urne", "europei, sollevatevi!". 

Proteste simili canalizzate in un movimento che si fa chiamare M-15, per 15 maggio, il giorno appunto in cui ha preso vita, sono iniziate anche a Barcellona, Saragoza, e numerose altre citta' del Paese. 

I ragazzi protestano contro il sistema politico spagnolo, a loro dire corrotto e al servizio delle banche e del capitale, chiedendone una riforma radicale. Il movimento si e' consolidato su Internet nei mesi scorsi, in risposta alla grave crisi economica che ha colpito il paese, portando il tasso di disoccupazione al 20 per cento, una cifra molto piu' alta fra il giovani.

Zapatero invita a calma i dimostrantiIl primo ministro spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero ha invitato i dimostranti spagnoli a rispettare sabato una giornata di riflessione e ha dichiarato che è sensibile alle preoccupazioni dei giovani che affrontano un tasso di disoccupazione oltre il 40%. 

Ma il premier ha aggiunto che la Spagna è passata attraverso altri momenti di crisi in passato e ha invitato gli spagnoli a non perdere la speranza, nonostante riconosca che ci vorranno anni per abbassare in maniera significativa il tasso di disoccupazione. 

Con i manifestanti che affermano sempre più la loro esasperazione nei confronti del sistema politico spagnolo nel suo complesso, Zapatero ha detto che si sente il principale bersaglio delle ire della gente. "Senza ombra di dubbio, in qualita di primo ministro mi devo sentire come la persona pi· esposta alle critiche", ha detto Zapatero.

Sardegna senza pace


"Nei prossimi mesi dovrebbero essere installati cinque radar militari, di produzione israeliana, su altrettanti promontori lungo la costa occidentale della Sardegna. I siti individuati dalla Guardia di Finanza, il corpo scelto per questa operazione, sono, da sud a nord, Capo Sperone nell'isola di Sant'Antioco, Capo Pecora nella parte che ricade sotto il comune di Fluminimaggiore, Punta Foghe nel territorio comunale di Tresnuraghes, Capo Falcone a Stintino e Punta Scomunica all'Asinara. I radar dovrebbero entrare a far parte di una rete di diciassette installazioni sparse in tutta Italia, per dar vita a un muro elettromagnetico a difesa della Fortezza Europa. Ma difendersi da chi? Questi radar saranno in parte adoperati per combattere le migrazioni dalle coste del nord Africa a quelle del sud Europa. Permetteranno di intercettare le barche di migranti a svariati km dalle coste ancora in acque internazionali, dove quindi sono concessi i respingimenti a mare, operazioni che causano migliaia di morti. D'altra parte questa rete elettromagnetica si prepara ad essere d'appoggio alle guerre neocoloniali che l'occidente ha intenzione di proseguire nel nord africa e rappresenta una militarizzazione ulteriore di un territorio già occupato e massacrato dalle servitù militari. I radar avranno naturalmente anche delle ricadute a livello paesaggistico, naturalistico, economico e sanitario. Infatti non è difficile pensare che un traliccio bianco di trenta metri non sia l'attrattiva di cui vuole godere un turista, flora e fauna patiranno moltissimo l'inquinamento." eva a.


Fonte :: beppegrillo.it

Referendum del MoVimento 5 Stelle per l'abolizione dei finanziamenti ai partiti

Quanti voti avrebbero preso i partiti nelle ultime elezioni senza i finanziamenti pubblici? Per saperlo faremo un referendum sull'abolizione dei finanziamenti, quelli che pudicamente sono chiamati "rimborsi" e che costano circa un miliardo di euro ai cittadini. Il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato che si può fare politica senza chiedere un centesimo ai cittadini. I partiti si adeguino. Il loro costo sociale è abnorme, ma soprattutto inutile. Si deve partecipare alla vita pubblica per servizio sociale, non per lucro.
Il finanziamento pubblico è illegittimo se si considera ancora la volontà popolare come base di una democrazia. E' già stato abolito nelI'aprile 1993 con il 90,3% di voti favorevoli. Pochi mesi dopo, nel dicembre del 1993, i partiti, per continuare a vivere alle spalle dei cittadini, estesero una legge esistente sui rimborsi elettorali con 47 milioni di euro dati sia nelle politiche del 1994 che del 1996. I partiti, non soddisfatti, provarono ad aumentare il tetto della rapina elettorale con l'introduzione del 4 per mille ai partiti. Il tentativo ovviamente fallì. Chi darebbe i suoi soldi a Mastella, a Casini o a Veltroni con il suo 740?
L'astinenza da euro costrinse i partiti a una legge ad hoc per togliere di mezzo il referendum. I rimborsi, pur cospicui, non bastavano più. Nel 1999 fu reintrodotto senza pudore il finanziamento pubblico per le elezioni politiche, europee e regionali in modiche rate annuali. 193.713.000 euro per ogni legislatura completa per Camera e Senato (i ratei erano interrotti per fine anticipata della legislatura). L'appetito vien mangiando e nel 2002 l’ammontare da erogare, per Camera e Senato viene elevato, senza chiedere alcun permesso ai cittadini contribuenti, da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro. Nel 2006, sempre più bulimici, i partiti decidono di darsi il rimborso per i cinque anni di legislatura anche in caso di scioglimento delle Camere. Dalla crisi del governo Prodi del 2008, i partiti percepiscono quindi il doppio dei finanziamenti. Li paghiamo il doppio perché non sono riusciti a portare a termine una legislatura. Meglio di Ali Babà e i 40 ladroni, di Arsenio Lupin e della Banda Bassotti e dei socialisti messi insieme. Ogni voto al MoVimento 5 Stelle non è costato NULLA ai cittadini e mediamente 40 centesimi ai sostenitori e agli attivisti. Questa è politica. Il resto è nulla. Fuori i soldi dalla politica. Prossimamente con il referendum.


Fonte :: beppegrillo.it/

IN SPAGNA CI SI INDIGNA...IN ITALIA CI SI ILLUDE.


puerta del sol,movimiento 15,democracia real ya rivolta
 Ci giungono notizie dalla Spagna che migliaia di giovani si riversano nelle piazze a manifestare contro la crisi che viene sempre fatta pagare ai soliti noti, la Spagna del finto-sinistro Zapatero tanto apprezzato dai paraculi finti oppositori italiani.Quì da noi si stà vivendo una mefitica euforia ....la speranza fondata della debacle berlusconiana a Milano e Napoli fa dimenticare a tanti, chi c'è dietro agli avversari del duo nazi-razzista PDL-Lega, dietro a quelli che tanti vedono come i possibili eroi di questa tarda priamavera  c'è e ci sarà l'ingombrante presenza dei traditori della sinistra italiana, gli amici di confindustria e dei palazzinari, tanto amici al punto da candidarne gli architetti...quelli che tra gli operai e Marchionne sceglievano il manager multimiliardario...e potrei continuare all'infinito tante sono le nefandezze della casta piddina-cigiellina...certo sono il meno peggio , ma il meno peggio sempre peggio è. Anche se vincessero questi "nuovi" il giorno dopo le nostre battaglie dovranno riprendere perchè a cementificazioni tipo expo e  tav  nulla li differenzia dalla casta fetente berlusco-bossiana e le analogie che finta maggioranza e finta opposizione hanno sono infinite , di questo nè riparliamo lunedì ad urne chiuse. A scanso di equivoci teniamo a precisare che ci auguriamo che a Milano e Napoli i candidati berlusconiani perdano , ma comunque vada non chiedetci di gioire più di tanto.Saremo più felici se le lotte estreme come quella spagnola ,come quella contro la tav, contro lo scempio bipartisan che sarà l'expo a Milano, come la battaglia contro lo schiavismo del precariato, ci vedessero vincitori e ci attiveremo allo scopo.Intanto pubblichiamo le mobilitazioni in atto sulla scia di quelle spagnole, la situazione è in continua evoluzione vi aggiorneremo continuamente su questo blog e sulla pagina facebook (http://www.facebook.com/group.php?gid=325339917771).Siamo sempre più convinti che l'unica soluzione è ;QUE SE VAYAN TODOS !

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quì le manifestazioni ; dopo il nord Africa dopo la Spagna anche in ITALIA ci INDIGNIAMO...senza aspettare la finta opposizione...
ecco l'elenco delle piazze indignate OGGI 20 maggio ; Roma Piazza di Spagna, 20 maggio ore 20, Bologna Piazza del Nettuno, 20 maggio ore 20,Torino Piazza Castello, 20 maggio ore 20 ,Milano Piazza Duomo, 20 maggio h 19.30 ,Firenze Piazza Santa Croce, 19 maggio ore 20, Padova Prato della Valle, 20 maggio ore 20, Pisa Piazza Garibaldi, 20 maggio ore 19.30 ,Bari Piazza Ferrarese, 20 maggio ore 20.00 ,Taranto, 20 maggio, centro città, ore 20.00
Reggio Emilia, 20 maggio, P.zza Prampolini, ore 20.00
LINK di riferimento ;http://www.facebook.com/italianrevolution?re...

Governo, state attenti che vi arriva una bella rivolta fiscale

ROMA — Per gli evasori nessuna pietà. D'accordo. Ma il complicato meccanismo che permette allo Stato di riscuotere i propri crediti nei confronti dei contribuenti morosi rischia di andare in cortocircuito. Creando malcontento, provocando manifestazioni di protesta come quella recente di Cagliari, riaprendo i termini della rivolta fiscale dei primi Anni Novanta.

Stavolta non sono le aliquote in discussione, né la farraginosità degli adempimenti fiscali, né le clausole e le decine di pagine della dichiarazione dei redditi. Stavolta è lo Stato esattore pronto al pignoramento, al sequestro dell'automobile, alla linea dura sugli interessi in caso di mora. Non è solo un'impressione: nei cinque anni, tra il 2005 e il 2010, il gettito della riscossione coattiva, calcolato dalla Cgia di Mestre, è aumentato del 133,5 per cento.

A far saltare i nervi ai contribuenti - con l'aggravante della crisi economica - sono i sistemi che la legge ha messo in mano a Equitalia, l'agenzia statale nata dal 2006. La stessa nascita dell'agenzia ha provocato un cambiamento culturale: le banche, che in passato si occupavano della riscossione delle tasse, di fronte ad un cliente insolvente si preoccupavano prima dei propri crediti e poi di quelli dell'erario. Oggi Equitalia ha una sola missione: recuperare i crediti dello Stato. E lo fa con una certa aggressività.

L'automobile è una delle prede preferite degli esattori del fisco: le cosiddette ganasce fiscali, ovvero il fermo amministrativo di un veicolo, hanno fatto registrare un vero e proprio boom. Una modalità particolarmente irritante: Equitalia blocca la circolazione dell'auto e chi utilizza il mezzo rischia una multa di oltre 2.000 euro. Ma è soprattutto l'uso disinvolto delle ganasce sotto accusa: spesso scattano per cifre irrisorie lasciando il contribuente a piedi.

L'altro punto dolente è l'ipoteca che Equitalia fa scattare senza indugi sugli immobili dei contribuenti insolventi. Questa norma introdotta dal governo di centrodestra nel decretone del luglio del 2008 non risparmia nessuno: un incubo vedersi la casa ipotecata per un debito che supera gli 8.000 euro, trovarsi nell'elenco dei cattivi clienti delle banche e sentirsi telefonare dal direttore della filiale. Tanto più che queste misure, come quella del pignoramento dei conti correnti e del blocco dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, arrivano da un momento all'altro, senza nessun preavviso.

Certo si tratta di evasori o comunque di gente che non ha potuto pagare. Ma il disagio c'è. Tant'è che il Pd prepara emendamenti al decreto sviluppo a tutela delle piccole e medie aziende che rischiano la chiusura per i debiti con Equitalia: allungamento da 72 a 120 del numero delle rate, impignorabilità della prima casa e divieto del fermo amministrativo del veicolo con cui si va al lavoro. Chi entra nel tunnel di un debito con il fisco rischia grosso anche se è disposto a restituire il dovuto all'erario: fino al raddoppio della cifra iniziale.

Per aver omesso di pagare, dopo aver denunciato regolarmente i propri redditi nel modello Unico, scatta una cifra pari all'imposta, più le sanzioni del 30 per cento, oltre agli interessi legali e l'aggio di Equitalia (recentemente portato al 9 per cento). Si può saldare in comode rate mensili, ma attenzione, come ha denunciato lo stesso ministro Tremonti si cade sotto le forche caudine dell'anatocismo (fino ad oggi prerogativa delle banche), cioè si pagano gli interessi sugli interessi. 

Da qualche tempo la visita della Finanza vuol dire automaticamente mettere mano al portafoglio. Con l'accertamento esecutivo, un provvedimento che risale al luglio dello scorso anno, chi è accertato fiscalmente deve pagare subito il 100 per cento, più imposte e sanzioni. Nulla conta che lo si ritenga ingiusto e che si ricorra al giudice tributario. Intanto paga, poi vediamo. Un profilo poco garantista che ha indotto lo stesso governo a correggere la rotta e a sospendere il pagamento in attesa della decisione del giudice per 120 giorni. Peccato che il pronunciamento non arrivi mai entro questi termini. 

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Fonte :: wallstreetitalia.com

Oggi la scarcerazione di Strauss-Kahn


Cauzione da cinque milioni,
andrà dalla figlia a Manhattan
e sarà sorvegliato 24 ore su 24

La giustizia americana ha accettato di rilasciare Dominique Strauss-Kahn vincolando la sua scarcerazione al pagamento di una cauzione di un milione di dollari, ma l'ormai ex direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi) dovrà restare agli arresti domiciliari a New York. A fine pomeriggio di ieri, Strauss-Kahn ha lasciato il tribunale penale di Manhattan per trascorrere una quarta notte in cella. Oggi dovrebbe essere il giorno della sua liberazione, non appena versata la cauzione.

Cinque giorni dopo il suo arresto a bordo di un aereo che si apprestava a decollare per Parigi, l'ex numero uno dell'Fmi - che nella notte tra mercoledì e giovedì ha annunciato le sue dimissoni dall'incarico - è apparso in aula dove ad attenderlo c'era un esercito di giornalisti, ma soprattutto la moglie Anne Sinclair e la figlia, che ha a lungo abbracciato. L'ex ministro, ancora considerato la settimana scorsa come il favorito alle prossime elezioni presidenziali in Francia, si è spesso girato verso i familiari, palesemente sopraffatto dall'emozione.

Il giudice Michael Obus ha detto sì alla libertà provvisoria dopo che gli avvocati hanno garantito che il loro cliente avrebbe pagato una cauzione di un milione di dollari, abbinata al deposito di una garanzia di cinque milioni, e sarebbe rimasto ai domiciliari a Manhattan sotto sorveglianza video ventiquattro ore su ventiquattro. La porta dell'appartamento sarà controllata da un poliziotto armato e l'ex direttore dell'Fmi dovrà inoltre indossare un braccialetto elettronico. Queste misure di sicurezza costeranno oltre 200.000 dollari al mese, ha calcolato il procuratore John McConnell. "La liberazione su cauzione viene registrata con soddisfazione, perché gli concede la possibilità di preparare serenamente la sua difesa", ha sottolineato a Parigi Benoit Hamon, portavoce del partito socialista di cui Strauss-Kahn era da più parti indicato come il candidato nel 2012.

Uno dei suoi avvocati americani, William Taylor, ha applaudito alla decisione del tribunale. "Siamo onorati che il giudice abbia preso questa decisione. La famiglia è molto sollevata di poter stare con lui - ha detto alla stampa dopo l'udienza - iamo in una posizione ben migliore rispetto all'inizio".




Fonte articolo :: lastampa.it
Video :: euronews
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