1 giugno 2011

ogni giorno 2.500 giovani contagiati dall'Hiv

Salute/ Unicef: ogni giorno 2.500 giovani contagiati dall'Hiv

Rischio elevato per giovani donne e ragazze adolescenti

Salute/ Unicef: ogni giorno 2.500 giovani contagiati dall'Hiv
Roma, 1 giu. (TMNews) - Ogni giorno 2.500 giovani vengano contagiati dal virus Hiv e, sebbene la sua diffusione sia leggermente diminuita tra i giovani in genere, le giovani donne e le ragazze adolescenti si trovano di fronte a un rischio particolarmente elevato di infezione, a causa sia della loro vulnerabilità a livello biologico sia della disuguaglianza e dell'esclusione che patiscono a livello sociale. E' quanto emerge da un rapporto globale sulla prevenzione dell'Hiv pubblicato oggi da Unicef, Unaids, Unesco, Unfpa, Oil, Oms e Banca Mondiale, che individua i fattori che fanno aumentare il rischio di infezione, ma anche le opportunità di potenziare i servizi di protezione e di sfidare le pratiche sociali dannose.

Secondo il rapporto, nel 2009 i giovani dai 15 ai 24 anni incidevano per il 41% dei nuovi contagi tra gli adulti sopra i 15 anni. Si stima che, in tutto il mondo, 5 milioni (da 4,3 milioni a 5,9 milioni) di giovani in quel gruppo di età fossero sieropositivi nel 2009. Nel gruppo di età compresa tra i 10 e i 19 anni, nuove stime parlano di 2 milioni (da 1,8 milioni a 2,4 milioni) di adolescenti sieropositivi. Questi adolescenti vivono per la maggior parte nell'Africa sub-sahariana e sono perlopiù di sesso femminile e inconsapevoli della loro condizione di sieropositività. A livello globale, le giovani donne costituiscono più del 60% di tutti i giovani che convivono con l'HIV. Nell'Africa sub-sahariana, questa percentuale sale addirittura al 72%.

"Per molti giovani, il contagio da HIV è conseguenza di negligenze, esclusioni e violazioni che non si verificano all'insaputa di famiglie, comunità e leader politici e sociali. Questo rapporto esorta i leader a tutti i livelli a costruire una catena di prevenzione per mantenere informati, protetti e sani gli adolescenti e i giovani", spiega il direttore generale dell'Unicef Anthony Lake.

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