1 giugno 2011

Berlusconi: Alfano segretario del Pdl La nomina dovrebbe arrivare stasera. Gelo tra il premier e Tremonti.




Franco Pennello
Stasera Silvio Berlusconi potrebbe nominare Angelino Alfano segretario "politico" del Pdl. Il ministro della Giustizia darebbe così le dimissioni dal suo attuale incarico e si dedicherebbe interamente alle questioni di partito. Lo riferiscono fonti interne al partito secondo le quali, inoltre, i tre coordinatori del Pdl, compreso il dimissionario Bondi, resterebbero comunque al loro posto, almeno per il momento. Quanto alla guida del dicastero della Giustizia, nessuno ancora si sbilancia sul possibile successore di Alfano. In ambienti politici circolano i nomi di Maurizio Lupi e Fabrizio Cicchitto, già iscritto negli elenchi della P2 di Licio Gelli. Quest'ultimo, però, smentisce seccamente l'ipotesi che possa sostituire il ministro dimissionario, nel tentativo di spegnere le polemiche. 
 

Berlusconi contro Tremonti

Intanto, il giorno dopo il voto è guerra - quasi - aperta tra Berlusconi contro Tremonti. Nel mirino del presidente del Consiglio finisce, infatti, il ministro dell'Economia, sospettato di essere il "cavallo di Troia" della Lega e dell'opposizione per allontanarlo da Palazzo Chigi. Cosa alla quale Berlusconi non pensa minimamente.

 

Berlusconi: "Abbiamo solo subito un gol"

"Tranquilli, non ci arrendiamo": ha detto ieri il presidente del Consiglio, ostentando calma dopo la pesante sconfitta alle amministrative.
In visita ai giardini del Quirinale per la festa del 2 giugno, il presidente del Consiglio ha stretto mani e rassicurato i tanti che hanno voluto scambiare qualche parola con lui. "Abbiamo subìto un gol, è vero, ma siamo ancora quattro a uno, perché avevamo vinto le politiche, le regionali, le europee e le amministrative. E abbiamo ancora due anni di gioco", ha detto sorridendo a Bartolomeo Romano, consigliere laico del Pdl al Csm. 
 

Duro attacco al "concorrente" Tremonti

Poi ha indicato il "nemico", questa volta interno al cenro-destra: il ministro dell'Economia (e suo concorrente diretto nell'ipotesi di un governo di transizione): "Faremo aprire i cordoni della borsa a tremonti", addebitando, in questo modo, anche a lui la sconfitta elettorale.
Poi, se non si fosse capito, rincare la dose e sottolinea: "Fraemo la riforma del Fisco. Non decide lui".
 

Il Pdl alla resa dei conti

 
La sconfitta elettorale del Pdl alle elezioni amministrative, con il voto "arancione" di Milano, accelera il momento della resa dei conti nel partito, già dilaniato tra le tante lotte intestine tra le sue correnti.
Sul banco degli imputati ci sono i coordinatori: in primis Ignazio La Russa e Denis Verdini. Già perché il terzo coordinatore, Sandro Bondi, si è dimesso già ieri quando si è capito che il Pdl andava incontro a una batosta. E il fatto che Berlusconi abbia detto che le dimissioni dell’ex ministro della Cultura erano già previste suona a più di qualcuno come una mossa concordata col Cavaliere per mettere all'angolo Denis Verdini e Ignazio La Russa. Anche per questo ieri in tarda serata Berlusconi ha annunciato che il fido Angelino Alfano diventerà coordinatore unico.

L’ufficio di presidenza rinviato a oggi

Sarà questo il tema principale di cui si parlerà stasera nell’ufficio di presidenza del Pdl. Il vertice inizialmente previsto per stasera è slittato infatti a domani. Berlusconi preferisce incontrare prima Bossi.
Ma, ad ogni modo, la riorganizzazione del partito non sarà una cosa rapida. È lo statuto del Pdl a prevedere 3 coordinatori. E per cambiarlo è necessario riunire il congresso nazionale. Insomma, ci vuole tempo.


Berlusconi: “Non ho tempo per il mio funerale”

Chi invece non è sul banco degli imputati è proprio il premier Silvio Berlusconi. Anche se è lui il vero sconfitto di questa tornata elettorale. Ma nessuno nel partito osa metterlo all’angolo. Almeno per il momento. Tant’è che anche lui stamattina ci scherzava sopra: "Ho fatto una riunione, volevo fissare la data del mio funerale, ma nei prossimi giorni ho troppi impegni e quindi rimanderemo".


La Russa, Verdini e Formigoni tra gli imputati

Ma è difficile che un’ipotetica tregua nel Pdl possa durare così a lungo. C’è chi preme per mettere da subito sul banco degli imputati La Russa e Verdini. Altri puntano il dito contro l'area che fa capo al governatore della Lombardia Roberto Formigoni, accusato di essersi speso poco a favore della Moratti.


Asse Scajola-Liberamente

Tutti sono d'accordo sul fatto che il partito vada cambiato, ma sul “come continuano a dividersi. Tra i più malpancisti ci sono i parlamentari vicini a Claudio Scajola che da tempo chiedono al Cavaliere di tornare allo spirito del ‘94 e soprattutto invocano una rivoluzione al vertice chiedendo che a guidare il partito sia un unico coordinatore.
Le critiche non mancano nemmeno dalla cosiddetta corrente di Liberamente che vede tra gli azionisti di maggioranza i ministri Frattini, Gelmini, Carfagna e che orami da tempo ha avviato un dialogo proprio con la componente che fa capo a Claudio Scajola.


Le richieste al premier

Due le richieste che arrivano a Berlusconi: primarie per la scelta del successore quando il premier deciderà di fare un passo indietro per evitare ''la balcanizzazione'' del partito e, per quanto riguarda la gestione del Pdl, la creazione di un direttorio in cui siano rappresentate le diverse correnti e che, con i coordinatori, porti il partito fino al congresso.


Alemanno pensa a gruppi autonomi

A chiedere che si avvii al più presto la stagione congressuale è anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno e che, stando ai boatos, non rinuncerebbe nemmeno all'idea, come ultima risorsa,di dar vita a dei gruppi autonomi. L'idea di accelerare sul congresso potrebbe essere, al momento, una delle carte che il Cavaliere potrebbe giocarsi per mettere momentaneamente a tacere i malumori.

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