1 giugno 2011

No alle sigarette: "inquinano" anche all'aperto

Fumox


È possibile che esista il rischio da fumo passivo anche all’aperto? Da una misurazione effettuata dai ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori, nell’ambito del progetto “La scuola della salute”, è emerso che, durante della partita di calcio Inter-Lazio dello scorso 23 aprile allo stadio di San Siro di Milano, la concentrazione nell’aria delle polveri sottili PM2,5 - particelle inquinanti emesse anche dalla combustione delle sigarette - era oltre due volte più alta che all’esterno della struttura e la quantità di nicotina addirittura 26 volte. Un dato ancora più significativo se si considera che i nostri polmoni sono un “filtro” potentissimo in grado di trattenere oltre il 70% del quasi milione di piccolissime particelle di polvere (meno di un micron di diametro) che inaliamo con ogni respiro: questa è solo una delle novità illustrate questa mattina da medici e ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano a oltre trecento ragazzi delle scuole medie e superiori nel corso del "World No Tobacco Day", giornata mondiale proclamata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la lotta al fumo.

Il fumo si respira anche all'aperto - Nel corso delle analisi effettuate allo stadio Meazza di Milano è emerso che la concentrazione delle PM2,5, particelle quattro volte più sottili di quelle comunemente monitorate dalle centraline anti-inquinamento, ha raggiunto durante la partita un valore medio di 13,6 microgrammi per metro cubo con frequenti picchi oltre i 35 microgrammi. Un livello di 2,1 volte maggiore rispetto ai valori esterni, pari a 6,5 microgrammi per metro cubo. Le PM2,5 sono tra le polveri più insidiose per l’organismo: essendo così fini, infatti, scendono in profondità nei polmoni e in parte sono assorbite anche dal sangue, raggiungendo in questo modo tutti i tessuti del corpo.


La nicotina - 
La nicotina nel corso del primo tempo della partita è invece passata da 0,07 a 3,43 microgrammi per metro cubo, con un incremento di 26 volte. Un andamento non casuale ma influenzato dalle fasi di gioco: il consumo di sigarette è stato infatti elevato a causa della forte tensione di determinati momento dell’incontro, caratterizzato da una espulsione e da un rigore.
“Le conseguenze sulla salute di questi picchi elevati nelle concentrazioni di polveri sottili - spiega Roberto Boffi, pneumologo responsabile dell’ambulatorio per i danni da fumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori - risultano importanti soprattutto per categorie di spettatori particolarmente a rischio come i bambini, le donne incinte, gli asmatici e i cardiopatici. Inoltre, non vanno dimenticati gli atleti che corrono iperventilando per 2 ore e che, quindi, assorbono ancora di più le polveri fini presenti nell'aria che respirano”.


L'esperimento - Attraverso l’utilizzo di specifici strumenti di misurazione laser gli esperti dell’Istituto hanno mostrato quanto sia inquinante anche una singola sigaretta in un ambiente chiuso, come un appartamento, un ufficio o l’abitacolo di un’automobile, arrivando a portare la concentrazione del polveri sottili sino a 40 volte al di sopra dei limiti fissati dalla legge per gli ambienti esterni.


Fonte :: salute24.ilsole24ore.com

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