Come ogni anno dal 1987, si celebra la Giornata promossa dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. Il tabacco è la seconda causa di morte dopo l’ipertensione e uccide un adulto ogni dieci. In Italia fumatori in aumento
Nel mondo il tabacco provoca ogni anno più di sei milioni di morti premature e nella Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità, in particolare, ne causa 1,6 milioni. La stessa Oms calcola che, in assenza di interventi efficaci, in questo 21° secolo moriranno più di un miliardo di persone nel mondo per colpa del tabacco. «Tutte morti – sottolinea l’Oms – che potrebbero essere prevenute».Ecco perché, ormai quasi un quarto di secolo fa, l’Oms ha deciso di celebrare ogni anno il 31 maggio il World no tobacco day, la Giornata mondiale senza tabacco.
E la celebreremo anche qui da noi, in Italia, anche se le cose non sembrano andare come spererebbe l’Organizzazione mondiale della sanità. Nel nostro Paese, infatti, i fumatori continuano a essere milioni e il loro numero sembra aumentare, nonostante le campagne di sensibilizzazione e una legge tra le più “aggressive” in Europa. Stando ai dati aggiornati di una recente indagine che la Doxa ha eseguito per conto dell'Istituto superiore di sanità, in collaborazione con la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) e l'Istituto Mario Negri, quasi un italiano su quattro (il 22,7%) sopra i 15 anni ha il vizio del fumo: poco meno di 12 milioni, di cui 6,5 milioni uomini e 5,3 milioni donne. La fascia d’età in cui si registra il maggior numero di fumatori è quella tra i 25 e i 44 anni (28,3%), contro il 18,8% della fascia 15-24 anni e il 26% di quella che va dai 45 ai 64 anni. Non solo: il 15,7% dei giovani inizia a fumare prima dei 15 anni e il 61% inizia per l'influenza degli amici e dei compagni di scuola. A preoccupare è anche il fatto che l’anno scorso la percentuale dei fumatori risultava del 21,7%, il che significa che nei dodici mesi coloro che fumano sono aumentati di circa mezzo milione.
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