Un computer contenente studi relativi alle caratteristiche dei siti per ospitare centrali nucleari è stato rubato nella sede della divisione nucleare di Enel nel quartiere romano di Tor di Quinto.
Il pc pare fosse assegnato a una dipendente dell’Enel. La donna avrebbe riferito agli agenti della polizia che ignoti hanno portato via dal cassetto chiuso a chiave nell’'ufficio dove lavora, il computer portatile assegnatole dall’Enel.
Secondo una prima ricostruzione, il furto sarebbe avvenuto tra le 16.40 del primo giugno e le 8 e 20 di questa mattina.
L'azienda: «E' un furto mirato singolare che sia successo ora, a pochi giorni dal referendum»
L'azienda: «E' un furto mirato singolare che sia successo ora, a pochi giorni dal referendum»
A poco più di una settimana dal referendum, gli studi e le analisi dell’azienda, impegnata in prima linea con Edf nel contestato programma di rientro dell’Italia nella tecnologia atomica, sono spariti da una delle sedi romane della società, quella di Tor di Quinto, che ospita l’area nucleare del gruppo.
Nel portatile di uso quotidiano, chiuso a chiave in un cassetto (non in una cassaforte), sarebbero custodite informazioni sui siti possibili, su dove cioè verosimilmente si potrebbero riscontrare i requisiti necessari alla costruzione di un impianto, dall’assenza di sismicità alla presenza di corsi d’acqua.
Al momento nulla trapela sulle responsabilità del furto, non si escluderebbe tra le altre la pista interna.
Nel portatile di uso quotidiano, chiuso a chiave in un cassetto (non in una cassaforte), sarebbero custodite informazioni sui siti possibili, su dove cioè verosimilmente si potrebbero riscontrare i requisiti necessari alla costruzione di un impianto, dall’assenza di sismicità alla presenza di corsi d’acqua.
Al momento nulla trapela sulle responsabilità del furto, non si escluderebbe tra le altre la pista interna.
Punto Zero
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