24 maggio 2011

Liguria si infiamma, no chiusura cantieri

Fincantieri: Liguria si infiamma, no chiusura cantieri

Burlando, non rassegnati; Vincenzi, arrabbiati e indignati

(ANSA) - GENOVA, 23 MAG - Sale la tensione in Liguria per il piano industriale che Fincantieri ha illustrato oggi ai sindacati, definito inaccettabile e contro cui la regione combatterà "con tutte le sue forze". La mobilitazione ha coinvolto tutti, dal presidente della Regione Claudio Burlando al sindaco di Genova Marta Vincenzi, dai lavoratori ai sindacati ai parlamentari liguri.
La notizia della chiusura di Sestri Ponente e del ridimensionamento di Riva Trigoso ha fatto scoppiare la protesta, la rabbia e l'indignazione contro un piano che penalizza la Liguria più di tutte le altre regioni e lascia al momento non coinvolto solo lo stabilimento del Muggiano alla Spezia.
I lavoratori sono usciti dallo stabilimento genovese e hanno bloccato il traffico, incendiando anche alcuni cassonetti, annunciando per domani una manifestazione in città. Il presidente della Regione Claudio Burlando ha definito il piano inaccettabile e ha detto che "lotteremo con tutte le nostre forze contro la chiusura". Burlando ha convocato per mercoledì tutte le istituzioni e i sindacati per definire le strategie comuni. "E' un piano industriale rassegnato, come il Paese in questo momento, ma noi non siamo rassegnati - ha detto -. La crisi si risolve rendendo il nostro sistema industriale più attrattivo".
Il sindaco di Genova Marta Vincenzi parla di una città "indignata" e "arrabbiata" che si sente "presa in giro". Ha scritto a Gianni Letta per chiedere un incontro, è andata allo stabilimento dove a fianco dei lavoratori si sono recati anche diversi consiglieri. Indignato anche il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone, che annuncia per domani la probabile sospensione della seduta del Consiglio per consentire a tutti di stare vicini ai lavoratori.
Dalla corazzata Giulio Cesare nel 1914 alle navi da crociera Costa degli anni Duemila, passando per i transatlantici come la Michelangelo che hanno portato l'eccellenza dell'industria navale italiana nel mondo, le ammiraglie delle flotte passeggeri e mercantile sono state costruite nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente a Genova, che ha scritto la storia dell' industria navale e che alla vigilia della seconda guerra mondiale aveva 36 mila dipendenti. Il cantiere ha costruito alcune tra le più belle ed innovative navi al mondo, sia militari che mercantili, come Andrea Doria, Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci e Michelangelo.  (di Alessandro Carlevaro) (ANSA).

Lufthansa lascia, Malpensa a rischio la flotta trasloca entro l'anno


Alla base della decisione, che comprende il "pensionamento" del brand Lufthansa Italia, la scelta di razionalizzare i servizi davanti al crollo dei prezzi sulle rotte europee. In pericolo il ruolo di hub dello scalo milanese.

MILANO - Lufthansa cambia rotta, manda in pensione a fine ottobre il brand Lufthansa Italia e gli aeromobili airbus a319 attualmente in uso a L/Italia saranno schierati altrove all'interno del gruppo con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale. La scelta annunciata mette a rischio il ruolo di 'hub' di Malpensa, anche se nella nota della compagnia tedesca non si fa cenno al destino dello scalo varesino gestito, come Linate, dalla Sea.

"Riunire i nostri servizi sotto i brand Lufthansa ed Air Dolomiti ci darà una presenza più chiara e razionale sul mercato italiano", afferma Christoph Franz, Ceo e presidente di Lufthansa.  "Quando tre anni fa abbiamo lanciato Lufthansa Italia, abbiamo colmato una lacuna emersa a Milano dopo il ritiro di Alitalia da Malpensa e dopo la fine della nostra collaborazione con Air One. Il nostro servizio è molto apprezzato e la risposta dei passeggeri in Italia è eccellente. Tuttavia - spiega il manager -, considerato il crollo dei prezzi sulle rotte europee e la concorrenza, è stato estremamente difficile stabilire un proficuo network europeo con un marchio separato. Conviene quindi focalizzare l'offerta del gruppo Lufthansa sui collegamenti dall'Italia verso gli hub del gruppo", ossia Francoforte e Monaco.

La compagnia aerea prevede comunque una crescita a doppia cifra della propria offerta nel nostro Paese, già servita dai propri due hub tedeschi. Air Dolomiti poi aumenterà le frequenze dei voli verso la Germania all'interno della sua 
rete, focalizzata a collegare i principali centri economici del Nord Italia con l'hub di Monaco, base di Lufthansa. Insieme, Lufthansa e Air Dolomiti servono attualmente 19 destinazioni nella Penisola.
Fonte :: repubblica.it


Italia non chiederà aiuti Ue/Fmi

PUNTO 1- Italia non chiederà aiuti Ue/Fmi, rischio elezioni -S&P

MILANO, 23 maggio (Reuters) - L'Italia non ricorrerà al sostegno finanziario di Unione europea e Fondo monetario internazionale, secondo l'agenzia di rating S&P.

In una nota che risponde alle domande degli investitori sul peggioramento dell'outlook sul debito sovrano dell'Italia deciso nella notte di venerdì dall'agenzia di rating, S&P spiega che Roma non si appellerà all'aiuto esterno perchè il suo debito è troppo ampio per le dimensioni dei fondi di salvataggio europei, ma anche perchè nella sua economia non esistono squilibri troppo pronunciati.

In aggiunta, in una conference call sul taglio dell'outlook gli analisti dell'agenzia sottolineano i rischi che gravano sul percorso di consolidamento di bilancio a causa della debolezza dell'attuale governo, che potrebbe portare a elezioni anticipate.

"Crediamo che l'Italia sia un debitore troppo grande per essere un cliente plausibile per [il fondo di salvataggio europeo] Efsf, o l'Esm, il fondo che gli succederà, entrando in funzione nell'estate del 2013", scrive S&P.

"Comunque, crediamo che sia al momento improbabile che l'Italia abbia bisogno di aiuti internazionali a causa dell'assenza di squilibri significativi", aggiunge S&P.

In un'altro punto della nota l'agenzia sostiene che "il semplice ammontare del debito pubblico italiano renderebbe molto difficile per la comunità internazionale fornire un piano di sostegno finanziario efficace per l'Italia".

Il rating di lungo termine assegnato da S&P all'Italia è 'A+'.


RISCHIO DI ELEZIONI ANTICIPATE

In una conference call sui motivi che hanno portato al peggioramento delle prospettive sul rating dell'Italia, Eileen Zhang, associate director dell'European Sovereign Ratings team, dice per quanto riguarda il rischio politico: "siamo preoccupati che la crescente fragilità dell'attuale governo possa portare a elezioni anticipate".

"In questo periodo cruciale in cui la crescita economica è peggiorata e c'è la necessità di un'azione di governo, l'esecutivo potrebbe non essere in grado di reagire e si potrebbero verificare sforamenti" nel bilancio.

Zhang e Frank Gill, senior director del team per i rating sovrani dei paesi europei, spiegano che a far scattare il peggioramento dell'outlook proprio in questi giorni sono stati sia i dati deludenti sulla crescita italiana nel primo trimestre, pubblicati all'inizio del mese, sia la pubblicazione del Piano nazionale di riforma, che non sembra affrontare con sufficiente incisività il problema della crescita.

"I rischi al ribasso sulla crescita sono aumentati" dice Zhang.

Nella nota l'agenzia sostiene che le misure di bilancio previste l'anno scorso per il 2011 centreranno gli obiettivi di bilancio "solo se l'economia continuerà ad espandersi a un tasso al di sopra del 1%".

Secondo l'agenzia, lo scenario di base di una crescita media dell'1,3% tra il 2011 e il 2014 si sta allontanando, mentre crescono le probabilità di un'espansione sotto l'1%, vicina a solo lo 0,8% in media d'anno.


(Francesca Landini)
Fonte :: it.reuters.com

vulcano, stop voli per Scozia

(ANSA) - LONDRA, 23 MAG - A causa delle ceneri del vulcano in Islanda la British Airways ha cancellato i suoi voli di domattina da Londra in Scozia. La stessa decisione è stata presa da Klm per i voli verso il nord del Regno Unito.

Libia, elicotteri e bombardamenti su Misurata


Libia, Occidente impiegherà elicotteri,bombardamenti su Misurata

lunedì 23 maggio 2011 18:05
 PARIGI/MISURATA 
(Reuters) - Le forze occidentali hanno in programma di impiegare in Libia elicotteri d'attacco per cercare di superare lo stallo militare con le forze leali a Muammar Gheddafi, ha detto oggi una fonte diplomatica francese.
Intanto, il continuo bombardamento dell'avamposto occidentale di Misurata, in mano ai ribelli, evidenzia le difficoltà che stanno affrontando le forze ribelli e la Nato.
I ribelli hanno detto che le truppe di Gheddafi stanno tentando di avanzare su Misurata con la copertura dei razzi e dei mortai.
Un portavoce degli insorti ha detto che le forze leali al Rais hanno bombardato anche Zintan, città in mano agli insorti, e hanno raggruppato le truppe vicino ad un'altra città nella regione montuosa al confine con la Tunisia, intensificando le operazioni sul fronte occidentale.
Dodici elicotteri sono stati inviati in Libia sulla portaelicotteri francese Tonnerre il 17 maggio, ha svelato oggi il quotidiano Le Figaro, per cercare di facilitare gli attacchi contro le truppe di Gheddafi.
"Non si tratta solo di elicotteri francesi... è un'azione coordinata dalla coalizione", ha detto la fonte diplomatica. "E' (un'operazione, ndr) a livello Nato".
La fonte ha anche aggiunto che questa mossa non deve essere considerata come parte di una strategia per impiegare truppe di terra nel conflitto, che si protrae da quattro mesi.
Una risoluzione del Consiglio di Sicurezza consente alla Nato di condurre attacchi aerei contro le truppe di Gheddafi per difendere i civili, ma esclude esplicitamente qualsiasi invasione militare.
La Russia, tra le nazioni più critiche in merito all'operazione, accusa la Nato di essere andata oltre il mandato dell'Onu nel portare avanti una campagna sistematica per costringere Gheddafi a lasciare il potere.
Sia la Nato che il portavoce dell'esercito francese non hanno commentato l'indiscrezione del quotidiano Le Figaro.
Il ministro degli Esteri inglese William Hague ha detto di essere d'accordo sulla necessità di intensificare la pressione sulle forze di Gheddafi, ma non ha voluto dire se la Gran Bretagna stia valutando l'impiego di elicotteri.
Stando alla fonte citata da Le Figaro, le forze speciali francesi, che stanno operando in Libia per contribuire ad identificare obiettivi per gli aerei militari della Nato dall'inizio delle operazioni, potrebbero essere rafforzate e impiegate per guidare gli attacchi da parte degli elicotteri.
-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia© Thomson Reuters 2011 Tutti i diritti assegna a Reuters.

USA. Il tornado causa almeno 89 morti




Sono immagini girate dai cosiddetti cacciatori di tornado. È il violento fenomeno atmosferico che ha devastato il Missouri sud-occidentale, provocando almeno 89 morti nella cittadina di Joplin.
Tre quarti degli edifici del centro abitato sono distrutti o gravemente danneggiati e ci sarebbero ancora molte persone intrappolate sotto le macerie.
Il governatore del Missouri, nel centro degli Stati Uniti, ha dichiarato lo stato di emergenza ed ha chiesto l’intervento della guardia nazionale.
Il twister ha provocato danni in una fascia di territorio che va dal Wisconsin al Texas.
Qeste violentissime trombe d’aria sono un fenomeno ricorrente negli Stati Uniti. All’inizio del mese, nel sud-ovest del paese, una serie di tornado ha provocato 354 morti.

SPAGNA: EFFETTO-INDIGNADOS PREMIA RAJOY, SVENTATO ASTENSIONISMO

(AGI) - Madrid, 23 mag. - All'indomani delle elezioni amministrative che hanno sancito il sorpasso netto del Partito popolare (Pp) sul Partito socialista (Psoe), la Spagna si interroga sul quanto sia pesato il fenomeno 'indignati' sul voto. La prevista quanto temuta ondata di astensionismo non c'e' stata, anzi: rispetto al 2007, la percentuale e' calata, passando dal 36,03% al 33,8%. D'altra parte, sottolinea l'Abc, la somma dei voti del Pp con quelli del Psoe copre il 65% delle preferenze, con un calo di 6 punti rispetto alla tornata elettorale di 4 anni fa, che sono andati a 'ingrassare' i partiti minori. In tanti si affannano ad analizzare numeri e fare supposizioni per il futuro, guardando in particolare alle politiche 2012, tranne loro. Per i giovani, e meno giovani, che da oltre una settimana sono accampati nella Puerta del Sol di Madrid come in altre piazze del Paese, "la notizia e' ancora qui, sono le migliaia di cittadini che chiedono un cambiamento". E sulla pagina ufficiale del movimento 'Democrazia real YA!' prendono le distanze, affermando di non "aver mai promosso l'astensionismo", ma al contrario, di aver sostenuto "la partecipazione politica", lasciando alla responsabilita' individuale la scelta di esercitare o meno il diritto di voto e in quale direzione. Ugualmente, i manifestanti respingono "la politica della paura basata sull'assioma 'che venga il Pp'", rigettando la responsabilita' del fallimento elettorale sulla "sinistra che non e' stata capace di convincere gli elettori" e invitandola a "imparare dagli errori".
  Per Fermin Bouza, professore di sociologia all'Universita' autonoma di Madrid, "il movimento ha provocato un aumento dell'affluenza, ma piu' a destra che a sinistra", guardando ai 10 punti di vantaggio guadagnati dal Pp di Mariano Rajoy. La battaglia degli indignati, ha sottolineato, "non influisce sul sistema politico bipartisan, l'unica vera alternativa sono i partiti regionali". Fra questi, a gridare vittoria e' il Bildu, partito nazionalista basco, che ha superato sia i socialisti che il centro-destra, conquistando l'amministrazione di San Sebastian, una delle principali citta' spagnole.

Fonte :: agi.it

Agcom: troppo Berlusconi in tv, maxi multe a Tg1 e Tg4


Stangata dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni sui tg dopo l'offensiva tv del premier Berlusconi di venerdi' scorso. A maggioranza l'Agcom infligge il massimo della multa, 258 mila euro, a Tg1 e Tg4 perche' "recidivi", e 100 mila euro a Tg2, Tg5 e Studio Aperto. Si spaccano la stessa Authority - i commissari di maggioranza parlano di decisione dettata dalle "pressioni" della sinistra - e gli schieramenti, con l'opposizione che plaude e il centrodestra che contesta l"offesa al diritto'.

E se Mediaset "allibita" annuncia ricorso al Tar, in Rai la partita si giochera' nel cda di mercoledi': 'amministrative 2011 e provvedimenti Agcom' recita il punto inserito all'ordine del giorno dal presidente Paolo Garimberti. Le interviste a Berlusconi, "contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale, ed omologhe per modalita' di esposizione mediatica" hanno "determinato una violazione dei regolamenti elettorali" della Vigilanza e dell'Agcom: per questo la commissione Servizi e Prodotti dell'Authority decreta le maxi-multe. A favore votano il presidente Corrado Calabro' e i commissari Michele Lauria, Gianluigi Magri e Sebastiano Sortino.

No da Antonio Martusciello (relatore del provvedimento con Lauria) che poi, con i colleghi Stefano Mannoni, Roberto Napoli e Enzo Savarese stigmatizzera' duramente la decisione come "un precedente che vulnera la certezza del diritto e il principio di legalita"'. La delibera segue "una valutazione strettamente giuridica e nessuna valutazione politica", rivendica in serata Calabro': "La commissione ha fatto una valutazione tecnica e giuridica della situazione: la violazione c'e' e le sanzioni ne sono la naturale conseguenza". Durissima la presa di posizione di Mediaset, che impugna le multe e accusa l'Authority di diventare "parte anziche' arbitro, come la legge vorrebbe, del confronto politico".

Si difendono i direttori dei tg di Cologno Monzese: Clemente Mimun parla di "pesante intimidazione", Emilio Fede di "palese disonesta' politica", Giovanni Toti di "decisione lesiva della liberta' di stampa". Dalla Rai batte un colpo Augusto Minzolini: "Sono esterrefatto. Secondo l'Autorita' il capo del governo non doveva essere intervistato", commenta il direttore del Tg1, convinto che sia stato "messo da parte il criterio giornalistico", ma anche ""quello della par condicio, visto che l'equilibrio in tv era assicurato dalla natura e dai tempi delle presenze dei politici dell'opposizione".

Il caso finira' mercoledi' sul tavolo del cda Rai: in sede collegiale - a quanto si apprende - si cerchera' di trovare un orientamento sulle decisioni dell'Agcom ed eventualmente sulla formalizzazione del ricorso contro le sanzioni. Ma le frizioni non mancheranno. "La Rai deve difendere la propria credibilita' e tutelare il proprio patrimonio", avverte il consigliere Rizzo Nervo, che ha chiesto a Garimberti di "porre il tema della responsabilita' personale di chi ha sbagliato". Anche per il segretario Usigrai Carlo Verna l'azienda deve "rivalersi sui direttori" responsabili delle multe.

Dalla maggioranza, invece, il consigliere Antonio Verro punta il dito contro l'Agcom "che ha alzato i toni di questa campagna politica invece di riportare il dibattito nell'alveo di un piu' corretto equilibrio istituzionale" e sottolinea che "sanzionare i tg per una singola intervista senza tenere conto degli altri dati disponibili sulla par condicio, crea senza dubbio un pericoloso precedente per la liberta' di espressione" dei tg. Nel giorno in cui il presidente della Cei Angelo Bagnasco invoca lo stop alle risse e invita i media a non essere fusi con la politica, la decisione dell'Agcom getta benzina sul fuoco tra gli schieramenti. "Paghino di tasca loro i direttori", auspica il leader Idv Antonio Di Pietro.

La multa e' una "tassa Minzolini che dovranno pagare gli italiani", lamenta il coordinatore della segreteria Pd Maurizio Migliavacca. Per chi "si ostinasse a perseverare nell'errore la sanzione successiva sarebbe la sospensione delle frequenze", avverte dall'Udc Roberto Rao. Opposta la valutazione del capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri: "La decisione dell'Agcom offende il diritto. Multino semmai chi manda in diretta sulla Rai Ciancimino". Gli fa eco il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: "La decisione dell'Agcom e' grottesca e faziosa" ed e' "segno di una caccia alle streghe indegna".

23 maggio 2011

Dal web alle piazze: arriva l'Italian Revolution


In appoggio al movimento spagnolo Democracia Real Yà

Roma, 20-05-2011
Impensabile: per la prima volta una protesta in cui si chiedono diritti e democrazia, parte dal “Terzo Mondo” e si estende al primo. La bandiera della Primavera araba è passata a Madrid, dove migliaia di giovaniIndignados stanno chiedendo in Piazza Puerta del Sol "Democrazia reale adesso!". Vogliono una politica davvero partecipata, una lotta senza quartiere alla disoccupazione giovanile, che in Spagna è al 40%, una riforma del welfare, un’Unione Europea che si occupi di cittadini, non di finanza e banche.

Da Madrid il testimone della protesta sta arrivando in Italia. Come nel resto del mondo, il mezzo per incontrarsi e coordinarsi è Internet: il tam tam è partito e il dissenso ha già un nome: "Italia Revolution - Democrazia reale ora". Il movimento sta camminando sulle gambe dei social network più diffusi,  Twitter e Facebook.

L'onda spagnola contagia l'Italia"Chiediamo che anche in Italia nasca una concentrazione spontanea nelle piazze principali del nostro Paese, volte a reclamare un cambio politico e sociale in tempi brevi. Tramite i social network e il passaparola possiamo farcela. Diffondete queste notizie e create pagine in ogni città italiana, inviate Sms e scendiamo tutti in piazza, ORA", recita l'appello dei giovani indignados italiani.
Presidi di solidarietà alla rivolta dei giovani spagnoli, ma non solo: "I problemi dei giovani spagnoli - si legge nella pagina Facebook del movimento italiano, che conta già oltre 6000 membri - non sono tanto differenti da quelli che ci attanagliano ormai da troppo tempo. Questo è un movimento che nasce dal basso, quindi durante le prossime manifestazioni conosciamoci, incontriamoci, pianifichiamo una strategia comune e vediamo se anche noi siamo interessati a seguire l'esempio spagnolo, ricordandoci che si tratta di un movimento apartitico e soprattutto pacifico".

Ribellione senza bandiere e senza religioniDal comitato promotore della spanish revolution, "Democracia Real Yà", è arrivato l'invito a tutti i giovani d'Europa a unirsi alla protesta contro crisi e precariato, nella speranza che la forza di internet unisca i giovani così come è riuscita a fare nel mondo arabo. Hanno raccolto l'invito i precari italiani, la cui preoccupazione maggiore, a giudicare dai post su fb, è che le loro iniziative non vengano strumentalizzate da gruppi politicizzati perchè "questa deve rimanere la ribellione dei semplici cittadini; senza colore, senza bandiere e senza religione". I salentini Sud Sound System hanno già sposato la causa e su Twitter promettono che ai loro live esporranno la scritta «Italian revolution».

Gli appuntamentiGli incontri sono già stati stabiliti: un coordinamento avrà luogo oggi presso la stazione Termini di Roma. E per domani (intorno alle 20) appuntamento: a Bologna, in Piazza Nettuno; a Torino, in Piazza Castello; a Milano, in Piazza Duomo; a Firenze, in Piazza Santa Croce; a Roma, in Piazza di Spagna; a Padova, al Prato della Valle; a Pisa, in Piazza Garibaldi; a Palermo, al Teatro Massimo.

Ora anche altri paesi, come la Francia e la Germania, sembrano mostrare i primi segnali di mobilitazione. Il movimento si allargherà diventando un fenomeno europeo?

22 maggio 2011

KYMATICA Film documentario sottotitolato in Italiano

Film di Ben Stewart autore di Esoteric Agenda.
Questo film è fatto da un gruppo alternativo di antropologi, psicologi e scienziati che non sono in linea completamente con la scienza ufficiale ma ne utilizzano alcune informazioni da cui traggono una serie di conclusioni interessanti ed altamente suggestive ed innovative.



detersivo per lavastoviglie fatto in casa e totalmente ecologico



Ingredienti: 200 gr sale grosso, 100 gr acetobianco, 400 gr acqua, 3 limoni con buccia tagliati a pezzetti.
Preparazione: mettere i limoni e il sale nel frullatore (tritare) per 20 sec. Mettere sul fuoco e aggiungere l’acqua e l’aceto, far bollire per circa 15 min. sbattendo con una frusta. Conservare in barattolo di vetro.
Utilizzare in alternativa al frullatore il mixer ad immersione 
Testato e funzionante al 100 %
Dosi: due cucchiai nella vaschetta della lavastoviglie o quanto basta sulla spugna per lavaggi a mano.
Il brillantante può essere sostituito con l’aceto e il sale per lavastoviglie con sale grosso da cucina.

SU GANASCE TREMONTI PASSI DA PAROLE A FATTI


Don Riccardo, i ragazzi confermano: "Droga e incontri anche in Chiesa"

Don Riccardo, i ragazzi confermano: "Droga e incontri anche in Chiesa"

I ragazzi contro don Seppia. Le accuse arrivano dai giovani identificati come vittime di don Riccardo Seppia, il parroco della chiesa del Santo Spirito di Sestri Ponente, a Genova arrestato per violenza sessuale su minore e cessione di droga. "Sono andato da lui perché mi fidavo, era un prete". E' solo una delle tante testimonianze di un ragazzino appena 15enne sentito ieri in procura a Genova. Molti altri continueranno ad essere ascoltati in una località segreta dai carabinieri , aiutati da un équipe di psicologi.
Il chierichetto sedicenne che sarebbe stato baciato dal sacerdote e per cui questi è indagato per violenza aggravata su minore avrebbe raccontato diversamente quanto desunto dagli sms intercettati durante la prima fase dell'inchiesta. Il ragazzo avrebbe riferito di non essere stato baciato ma bensì palpeggiato dal parroco. Don Seppia, invece, aveva inviato un messaggio ad un confidente, un ex seminarista della zona, sostenendo di essere giunto a baciare sulla bocca il giovane, ma lo avrebbe fatto per millanteria.
Altri tre giovani, adescati da un pusher, un maghrebino soprannominato Frankie, e portati a don Seppia "su ordinazione" avrebbero invece ammesso di avere consumato cocaina con il sacerdote e, in alcuni casi, di avere subito approcci sessuali. Gli inquirenti si appellano alla delicattezza dell'inchiesta e attendono sviluppi che potrebbero arrivare proprio dalle dichiarazioni dei ragazzi e da quelle dello stesso don Seppia che, attraverso il suo avvocato Paolo Bonanni si è detto disposto a collaborare e farsi interrogare dal pm Stefano Puppo, titolare dell'inchiesta. Gli interrogatori sono stati effettuati a Genova da militari del Nas di Milano. Altri interrogatori di ragazzi che avrebbero avuto rapprti con don Seppia sono stati effettuati a Milano.



IN CARCERE RAFFICA DI INSULTI - "Infame", "Bastardo", "Vergogna", "Pedofilo". Sono solo alcuni degli insulti che echeggiano nei corridoi e nei saloni del carcere di Marassi dove e' rinchiuso, in cella di isolamento, don Riccardo Seppia, il parroco genovese accusato di violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti. I detenuti di Marassi hanno incessantemente rivolto improperi e minacce al sacerdote il quale, secondo quanto appreso dalla polizia penitenziaria, dimostrerbbe di essere molto tranquillo.
LE TAPPE DELLA VICENDA -. Venerdi' 15 maggio, alle 21, il parroco della chiesa di Santo Spirito di Sestri Ponente, a Genova, don Riccardo Seppia, 51 anni, viene raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale di Milano Maria Vicidomini. Due le ipotesi di reato: violenza sessuale su minore aggravata dal fatto che la vittima gli era stata affidata dai genitori e dal fatto che vestiva un abito talare; cessione di sostanze stupefacenti. L'atto gli e' notificato dai carabinieri del Nas di Milano che, da otto mesi, erano impegnati in un'intensa attivita' sui rapporti illeciti intrattenuti dal parroco con spacciatori, ragazzini, frequentatori di ambienti omosessuali genovesi e milanesi. L'indagine aveva preso le mosse proprio da Milano, dove i militari del Nas indagavano su un giro di sostanze dopanti vendute illecitamente in alcune palestre. Le intercettazioni telefoniche li avevano messi sulle tracce del sacerdote genovese.
Don Riccardo Seppia dalla notte di venerdi' è rinchiuso in una cella di isolamento del carcere di Marassi dove viene bersagliato dagli insitenti insulti degli altri detenuti. Quella stessa notte sono state perquisite la sua abitazione, da cui sono stati sequestrati tre computer, e quelle di un ex seminarista della zona di Sestri Ponente, suo confidente e di un commerciante di vestiti che con il parroco avrebbe condiviso il vizio della cocaina. Secondo quanto emerso dall'ordinanza di custodia cautelare il parroco avrebbe abusato di un chierichetto sedicenne che attirava in parrocchia quando era da solo. Non solo: il parroco si avvaleva di un "procacciatore" di ragazzini, un pusher maghrebino che contattava chiedendo che gli portasse dei ragazzini, a cui avrebbe ceduto stupefacenti in cambio di favori sessuali. Le trame dei rapporti del sacerdote sono state ricostruite attraverso sms e telefonate intercettate per mesi. Lunedi' don Seppia ha sostenuto in rogatoria a Genova l'interrogatorio di garanzia, condotto dal gip Annalisa Giacalone. In accordo con il difensore, l'avvocato Paolo Bonanni, si e' avvalso della facolta' di non rispondere dichiarando tuttavia di essere disponibile a collaborare con il pm genovese Stefano Puppo che conduce le indagini nel capoluogo ligure.

Morta bimba dimenticata in auto


Bimba dimenticata in auto: Elena e' morta, donati organi

Medici, da genitori gesto grande generosita'


(ANSA) - ANCONA, 22 MAG - La piccola Elena Petrizzi e' morta.

Lo ha reso noto la Direzione sanitaria del presidio materno-infantile Salesi di Ancona. La dichiarazione di morte cerebrale e' stata fatta alle 17; il periodo di osservazione di sei ore, seguito dalla competente commissione medico legale, e' terminato alle 23. Poi la dichiarazione di decesso. I genitori hanno autorizzato il prelievo di organi. ''Un gesto di grande generosita''' hanno commentato i medici, apparsi molto provati.

''In 23 anni di trapiantologia - ha detto una dottoressa - non avevo mai visto una bambina cosi' piccola. E' stata molto dura anche per noi''. (ANSA).

book bloc Italiani a Madrid

I book bloc italiani a Madrid

Come per la Carovana Uniti per la libertà di studenti e precari in Tunisia e per il diario dal Cairo dei radiodervish, XL lascia la parola ai protagonisti. Ecco un filmato e un racconto da Porta del Sol di due studenti di Unicommon, come dire i book bloc italiani…
da Porta del Sol
Alcuni studenti italiani  di UniCommon hanno raggiunto Madrid per vivere e raccontare l’esperienza della Puerta del Sol occupada nonostante e contro i divieti della polizia. Alcuni giorni per condividere le mobilitazioni assieme agli studenti di Juventud sin Futuro che hanno partecipato la scorsa settimana all’happening euromediterraneo “La rivolta di una generazione” tenutosi a Roma, un modo per sperimentare e costruire assieme mobilitazioni, esperienza comune, pratiche di conflitto contro la crisi all’interno dello spazio euromediterraneo. Dopo Londra e la Tunisia, siamo andati a Madrid!
su unicommon.org diretta su Twitter minuto per minuto, interviste video e audio in diretta dalla piazza a cura di Unicommon e Juventud Sin Futuro
  • Diario dalla Comune di Madrid – delegazione di UniCommon
Quando siamo arrivati alle 23 di ieri (venerdì 20 maggio) mancava un’ora alla dichiarazione da parte della giunta elettorale che sentenziava sulll’illegalità del presidio di Puerta del Sol e su un eventuale sgombero. Un’illegalità che si è imposta, facendo sì che la piazza ottenesse un sostegno forte dalla società civile e infine il diritto di restare.
Verso l’una abbiamo provato ad avvicinarci: impossibile. Un fiume di persone tutte differenti fra loro (studenti, laureati, lavoratori, pensionati, precari, artisti, volontari e anche turisti) si districava in una piazza in cui era impossibile muoversi.
Decidiamo di andare a vedere le piazze intorno, e ovunque ci imbattiamo in assemblee spontanee, comitati organizzativi e riunioni studentesche che davano vita a discussioni partecipatissime e infinite. Solo alle quattro di notte siamo riusciti ad entrare nel cuore di piazza di Puerta del Sol, quando si erano creati piccoli corridoi che consentivano il passaggio all’interno della piazza.
Lo scenario davanti ai nostri occhi si presentava come un potente caos esploso nelle più diverse forme espressive: dalle centinaia di striscioni che pendevano dalle impalcature dei palazzi antichi a sette piani tanti slogan bombardavano la piazza. Esto no es un botellón (“questa non è la festa di paese”), Madrid sera la tumba del neoliberismo, European people rise up, Democracia real… Sulle pareti dei palazzi  migliaia e migliaia di stick e cartelli, pensieri singoli e individuali che assumevano un nuovo significato perchè condivisi. Una vera e propria giungla espressiva. Camminando all’interno della piazza sembra di essere in una casbah in cui si mescolano, nel paradosso di un misto di caoticità e organicità, canti, cori, assemblee, dibattiti, concerti, punti di ristoro e così via.
Tutto questo accade davanti al palazzo del governo regionale, il cuore geografico e ora politico della Spagna. Un piazza negata da sempre per qualunque sit-in, un luogo da sempre off limits per qualunque manifestazione, un simbolo del potere che oggi è nei fatti completamente rovesciato, ri-significato, ridefinito dalle lotte. Viene chiamato il chilometro zero, il punto da cui si parte in ogni direzione per raggiungere qualunque città del paese.
Un altro paradosso di questa piazza è il fatto che continua ad autodefinirsi “non politica” senza rendersi conto dell’enorme potenziale politico che porta in sé. O forse codificandolo in modo nuovo, diverso, anche contraddittorio. Tutte le organizzazioni, i collettivi, i partiti e i sindacati sono stati schiacciati da questa eccezionale ondata di mobilitazione e spesso vengono messi all’angolo da questa richiesta di democrazia reale che parte dal basso e che rifiuta qualsiasi forma di organizzazione che non sia la propria, sempre caotica ma, al momento, efficace. E’ spiazzante, eppure sembra quasi che più che raggiungere una decisione, una sintesi, un obiettivo chiaro il senso vero e profondo delle assemblee sia quello di costruire, dal nulla o quasi, nuovi spazi di espressione e democrazia, percepirsi come parte di una complessità che può riprendersi il diritto a decidere.
Sembra di vivere di un ecosistema che si nutre, vive e si riproduce esclusivamente al proprio interno, senza contaminazioni se non quelle dei singoli che in tanti e tanti cominciano a farne parte. I social network acquistano un senso nuovo in questo contesto: le notizie arrivano nell’immediato e spostano nello stesso tempo i corpi di chi raccoglie l’invito. Manifestazioni, assemblee, bisogni e necessità organizzative, sensazioni e desideri, emozioni provate: tutto questo potete trovare su twitter e su facebook, social network connessi con la realtà concreta in maniera eccezionale.
É la lezione che noi europei abbiamo imparato dalle rivolte del nordafrica, anche se non stiamo parlando della stessa cosa fino in fondo, non è quel seme, non c’è quella rabbia che è esplosa nelle rivolte egiziane, tunisine e libiche. Eppure dire no al conformismo nella Spagna della crisi del mito della “Spagna fashion” significa fare i conti con la fine di un’utopia, e dunque la necessità di fare i conti oggi con i propri sogni e desideri espropriati. E’ questa la prima sensazione che percepiamo appena arrivati in piazza, leggendo i cartelli, guardando la cura con cui accudiscono ogni spazio di un enorme piazza piena di decine e decine migliaia di persone. Quasi avesseo paura di non essere presi sul serio, e convinti al tempo stesso in maniera radicale e vera delle ragioni che il movimento porta in piazza: un’indignazione che ribalta la logica descrittiva dei giornali dicendo “non siamo anti-sistema, è il sitema che è contro di noi”.
Gli Indignados spagnoli stanno contagiando l’Europa, perché è di Europa che si parla, della sua crisi economica e sociale, di un modello che sembra esaurirsi dopo un decennio di vita. Gli Indignados parlano di libertà. Il ‘68 italiano e francese era un movimento politico, ma anche qui oggi si può parlare di una genesi dei movimenti politici spagnoli. Saperli connettere su un piano euromediterraneo è la scommessa che si presenta oggi davanti a noi.
Piazza di Puerta del Sol applica un modello debole di resistenza che si rivela essere efficace: per quanto tempo ancora 40000 persone affolleranno questa piazza? Per quanto tempo ancora pensionati e studenti puliranno una piazza che non è mai stata del popolo ma del turismo e dello shopping? Queste sono domande che oggi non hanno risposta. La certezza è quella di una scommessa politica nuova che contagia il nostro pensiero, è la costruzione di un comune che vive in queste giornate le possibilità di un’alternativa.
Alioscia Castronovo e Roberto Cipriano – UniCommon in viaggio a Madrid

non si ferma l’onda degli “indignados”


Spagna, non si ferma l’onda degli “indignados”


Madrid - Dilaga inarrestabile in Spagna il movimento dei giovaniindignados, che, sfidando il divieto imposto dalla Commissione elettorale centrale, hanno mobilitato nella notte decine di migliaia di persone nelle piazze di tutto il Paese, costringendo il governo del premier socialista, José Luis Zapatero , a rinunciare all’uso della forza per farli sloggiare alla vigilia delle elezioni amministrative e regionali.
Puerta del Sol, a Madrid, cuore e avanguardia del movimento `Democracia Real Ya  e del `15 M´, 25 mila persone a mezzanotte e un minuto di sabato hanno partecipato a un «urlo silenzioso» contro divieti e censure.
L’accampamento della piazza del `Chilometro Zero´ di Spagna non è stato smantellato, anzi oggi ha continuato a consolidarsi, in un moltiplicarsi di attività e assemblee. I giovani “Indignados” - ispirati all’appello «Indignatevi!» dell’anziano ex resistente francese Stephane Hessel - hanno organizzato oggi una “Maratona della parola” sulla riforma della società spagnola.
I giovani - e tanti meno giovani - in piazza da sei giorni denunciano la corruzione, la «collusione» fra politici e banchieri, il bipartitismo «tossico» socialisti-popolari (Psoe-Pp), la disoccupazione dilagante (al 44% fra i meno di 25 anni), l’assenza di prospettive di un futuro decente.
Il movimento si espande a macchia d’olio. In tutta la Spagna in decine di città le piazze sono presidiate dagli indignados. A Barcellona quasi 10 mila in Plaza Catalunya, ribattezzata Plaza Tahrir, come la piazza-simbolo del Cairo. Sono occupate le piazze centrali di Valencia, Granada, Cordoba, Bilbao, Santiago, Saragozza, Caceres, e di molti altri centri più piccoli.
Sociologi e politicologi, presi di sorpresa - come tutta la classe politica - da un movimento spontaneo, senza leader, autoconvocatosi su internet, portato dal rifiuto di una società del benessere da cui molti si sentono esclusi, continuamente irrigato dalle reti sociali, fanno paralleli con il Sessantotto francese, con la Primavera araba, ma non riescono a prevedere fin dove arriverà e che conseguenze avrà.
La rivolta spagnola, che ora inizia a piantare radici anche all’estero - ci sono state concentrazioni di «indignati» in Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Belgio, Austria, Portogallo, ma anche a New York, Bogotà Buenos Aires, Città del Messico - evidenzia, confermano, una spaccatura fra la politica e una parte importante della popolazione. Un «vizio di funzionamento» della democrazia del XXI secolo. L’impatto che l’esplosione della rivolta dei giovani potrà avere domani sulle urne è una incognita.
I sondaggi, realizzati prima dell’irruzione degli indignados sulla scena pubblica, davano il Psoe di Zapatero vicino al tracollo, e alla perdita di grandi feudi tradizionali, come la Castiglia-La Mancia e l’Estremadura, la seconda città del Paese, Barcellona, e la quarta, Siviglia. Prevedevano uno «tsunami» azzurro, come il colore del Partido Popular (Pp) di Mariano Rajoy, sul Paese. Un grande segnale di allarme, insomma, per i socialisti a 10 mesi dalle cruciali politiche di marzo 2012.
Puerta del Sol, 21 maggio 2011:
La sfida al divieto:
Fonte :: ilsecoloxix.it
    Questo blog non rappresenta in alcun modo una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07 marzo 2001.