Don Riccardo, i ragazzi confermano: "Droga e incontri anche in Chiesa"
I ragazzi contro don Seppia. Le accuse arrivano dai giovani identificati come vittime di don Riccardo Seppia, il parroco della chiesa del Santo Spirito di Sestri Ponente, a Genova arrestato per violenza sessuale su minore e cessione di droga. "Sono andato da lui perché mi fidavo, era un prete". E' solo una delle tante testimonianze di un ragazzino appena 15enne sentito ieri in procura a Genova. Molti altri continueranno ad essere ascoltati in una località segreta dai carabinieri , aiutati da un équipe di psicologi.
Il chierichetto sedicenne che sarebbe stato baciato dal sacerdote e per cui questi è indagato per violenza aggravata su minore avrebbe raccontato diversamente quanto desunto dagli sms intercettati durante la prima fase dell'inchiesta. Il ragazzo avrebbe riferito di non essere stato baciato ma bensì palpeggiato dal parroco. Don Seppia, invece, aveva inviato un messaggio ad un confidente, un ex seminarista della zona, sostenendo di essere giunto a baciare sulla bocca il giovane, ma lo avrebbe fatto per millanteria.
Altri tre giovani, adescati da un pusher, un maghrebino soprannominato Frankie, e portati a don Seppia "su ordinazione" avrebbero invece ammesso di avere consumato cocaina con il sacerdote e, in alcuni casi, di avere subito approcci sessuali. Gli inquirenti si appellano alla delicattezza dell'inchiesta e attendono sviluppi che potrebbero arrivare proprio dalle dichiarazioni dei ragazzi e da quelle dello stesso don Seppia che, attraverso il suo avvocato Paolo Bonanni si è detto disposto a collaborare e farsi interrogare dal pm Stefano Puppo, titolare dell'inchiesta. Gli interrogatori sono stati effettuati a Genova da militari del Nas di Milano. Altri interrogatori di ragazzi che avrebbero avuto rapprti con don Seppia sono stati effettuati a Milano.
IN CARCERE RAFFICA DI INSULTI - "Infame", "Bastardo", "Vergogna", "Pedofilo". Sono solo alcuni degli insulti che echeggiano nei corridoi e nei saloni del carcere di Marassi dove e' rinchiuso, in cella di isolamento, don Riccardo Seppia, il parroco genovese accusato di violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti. I detenuti di Marassi hanno incessantemente rivolto improperi e minacce al sacerdote il quale, secondo quanto appreso dalla polizia penitenziaria, dimostrerbbe di essere molto tranquillo.
LE TAPPE DELLA VICENDA -. Venerdi' 15 maggio, alle 21, il parroco della chiesa di Santo Spirito di Sestri Ponente, a Genova, don Riccardo Seppia, 51 anni, viene raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale di Milano Maria Vicidomini. Due le ipotesi di reato: violenza sessuale su minore aggravata dal fatto che la vittima gli era stata affidata dai genitori e dal fatto che vestiva un abito talare; cessione di sostanze stupefacenti. L'atto gli e' notificato dai carabinieri del Nas di Milano che, da otto mesi, erano impegnati in un'intensa attivita' sui rapporti illeciti intrattenuti dal parroco con spacciatori, ragazzini, frequentatori di ambienti omosessuali genovesi e milanesi. L'indagine aveva preso le mosse proprio da Milano, dove i militari del Nas indagavano su un giro di sostanze dopanti vendute illecitamente in alcune palestre. Le intercettazioni telefoniche li avevano messi sulle tracce del sacerdote genovese.
Don Riccardo Seppia dalla notte di venerdi' è rinchiuso in una cella di isolamento del carcere di Marassi dove viene bersagliato dagli insitenti insulti degli altri detenuti. Quella stessa notte sono state perquisite la sua abitazione, da cui sono stati sequestrati tre computer, e quelle di un ex seminarista della zona di Sestri Ponente, suo confidente e di un commerciante di vestiti che con il parroco avrebbe condiviso il vizio della cocaina. Secondo quanto emerso dall'ordinanza di custodia cautelare il parroco avrebbe abusato di un chierichetto sedicenne che attirava in parrocchia quando era da solo. Non solo: il parroco si avvaleva di un "procacciatore" di ragazzini, un pusher maghrebino che contattava chiedendo che gli portasse dei ragazzini, a cui avrebbe ceduto stupefacenti in cambio di favori sessuali. Le trame dei rapporti del sacerdote sono state ricostruite attraverso sms e telefonate intercettate per mesi. Lunedi' don Seppia ha sostenuto in rogatoria a Genova l'interrogatorio di garanzia, condotto dal gip Annalisa Giacalone. In accordo con il difensore, l'avvocato Paolo Bonanni, si e' avvalso della facolta' di non rispondere dichiarando tuttavia di essere disponibile a collaborare con il pm genovese Stefano Puppo che conduce le indagini nel capoluogo ligure.
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