21 maggio 2011

LA NATO ATTACCA LE NAVI DI GHEDDAFI, RAIS ALL'ANGOLO

Roma, 20 mag. - La Nato alza il tiro su Gheddafi e, mentre il rais mostra di nuovo i muscoli in un'apparizione in tv, l'Alleanza Atlantica ha affondato otto navi da guerra della flotta del rais nei porti di Tripoli, Al Khuma e Sirte. Il tutto mentre il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha confermato che, Safia Farkash, seconda moglie del rais e la figlia Aisha si sono rifugiate in Tunisia dove sarebbe scappato anche il potete ministro del Petrolio, Shukri Ghanem.
  L'Alleanza atlantica ha rivendicato la legittimita' degli obiettivi: "Le navi di Gheddafi attaccate sono dei bersagli militari piu' che legittimi. Stavano diventando una minaccia per la sicurezza", ha spiegato l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, presidente del comitato militare Nato. E piu' tardi da Bruxelles, la portavoce dell'Alleanza, Carmen Romero, ha spiegato che l'iniziativa era mirata a mettere le forze fedeli al regime in condizione di non poter piu' lanciare offensive su vasta scala contro le zone in mano ai ribelli. "Noi tiriamo le fila", ha detto la portavoce, "la nostra missione rimane invariata". "La strategia sta chiaramente funzionando", ha aggiunto dal canto suo un portavoce del Comando Militare alleato, tenente colonnello Mike Bracken, puntualizzando che Gheddafi e' stato privato della capacita' di controllare il suo stesso apparato. "E' stata anche limitata la sua liberta' di movimento", ha ricordato. Gli unici veri problemi, stando a Bracken, si registrano tuttora in alcune aree montuose a maggioranza berbera nella Tripolitania occidentale, dove la situazione rimane "difficile e preoccupante", tanto che gli abitanti sono spesso costretti a fuggire in Tunisia.
  "Tuttavia", ha concluso, "i ribelli sono riusciti a resistere, e adesso appaiono in grado di mantenere le posizioni". Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha incontrato il segretario generale dell'Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, si e' mostrato ottimista sul successo dell'operazione Nato in Libia. "Ho fiducia che con pazienza la legittimita' internazionale avra' la meglio in Libia", ha assicurato il capo dello Stato. Gia' oggi, ha ricordato, la missione "e' riuscita con successo a prevenire una dura repressione e massacri di civili". Per Franco Frattini quanto accade in Libia e' frutto del "vento che soffia dal Nordafrica e verso il Medio Oriente", che, ha sottolineato il ministro degli Esteri, merita il nostro convinto sostegno". Sulla stessa linea il collega della Difesa, Ignazio La Russa secondo il quale "in questo momento spira un vento di democrazia in Nord Africa e i popoli sentono forte il bisogno di maggiore liberta' e in questo la Nato e' loro vicina". Un ulteriore tentativo di mediazione diplomatica sara' tentato la prossima settimana dall'Unione Africana che terra' un vertice straordinario il 25 e il 26 maggio a Addis Abeba. (AGI) .



Fonte :: agi.it

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